Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Pergola, presentata una mozione in Consiglio comunale
A tutela del tempo pieno



PERGOLA - I rappresentanti di Pergola e degli altri Comuni che fanno parte del comitato per la salvaguardia del tempo pieno e del tempo prolungato per le scuole elementari e medie hanno partecipato alla manifestazione indetta a difesa della scuola pubblica contro il decreto Moratti che si è tenuta a Bologna (foto) . Alla manifestazione hanno preso parte insegnanti, genitori e figli. Un problema particolare riguarda la presenza dei docenti nel tempo mensa. In una parte della mozione relativa alla riduzione del tempo scolastico nella scuola a tempo pieno presentata dal consigliere della lista "Viva Pergola, Pergola viva" Paolo Righi e approvata dal consiglio comunale all'unanimità dei presenti, si parla anche di questo problema.

"In nessun punto - dice la mozione - del decreto legislativo si parla di orario scolastico comprensivo del tempo mensa nel quale sia garantita l'assistenza da parte dei docenti. Nonostante le rassicurazioni, solo verbali, del ministero ai genitori sul fatto che potranno ancora scegliere nella scuola primaria fino a 40 ore (30 di lezione più 10 di servizio mensa), poiché non vi saranno più docenti per le dieci ore di "servizio educativo mensa", si deduce che queste dovranno essere a carico dei genitori o degli locali".

Ricordiamo che il capogruppo di Alleanza Nazionale Lucia Lucarelli e il consigliere di "Canto Libero - Forza Italia" Raffaela Mazzi non hanno partecipato alla votazione relativa alla mozione, perché secondo l'opposizione il decreto Moratti sarebbe stato male interpretato. Il vicesindaco Giordano Borri aveva replicato che il decreto Moratti obbliga i cittadini a pagare per avere i servizi. Raffaela Mazzi aveva parlato della mensa di Pesaro, un Comune dove i servizi sono di alta qualità, ma i cittadini pagano la sorveglianza dei bambini alla mensa. E' un aspetto da approfondire, perché quello che si vorrebbe evitare è proprio il pagamento del servizio da parte dei genitori.

GIUSEPPE MILITO

3 dicembre 2003