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Decreto assunzioni: quali prospettive.
di A.
Florit, dal Coordinamento Precari di Venezia,
La delusione serpeggia. Fioroni e Bastico stanno per lasciare le
loro poltrone di viale Trastevere con una figuraccia, viste le
promesse e le rassicurazioni date ai precari nell'ultimo mese,
che si stanno però rivelando delle sconcertanti menzogne.
Avevamo dato credito anche noi alle informazioni romane che ci
indicavano questi come i giorni in cui si sarebbe concretizzata
la dovuta firma sul decreto autorizzatorio per le assunzioni in
ruolo per il prossimo a.s.. Invece con ogni probabilità il
governo uscente preferisce la figuraccia alla coerenza. I tempi
non sono scaduti definitivamente, ma difficile credere a
ripensamenti dell'ultimo minuto. Autorizzare le 25mila
assunzioni sarebbe stata una prima garanzia per i precari e una
dimostrazione di costanza di intenti nei loro confronti. Poi il
nuovo governo si sarebbe assunto la responsabilità verso una
possibile semmai "integrazione" di tale numero, ma almeno si
sarebbe messo un paletto, peraltro, ribadiamo, "dovuto".
Ora la palla passerà al nuovo Esecutivo, che non dovrebbe avere
problemi a sottoscrivere il decreto per l'assunzione di 25mila
nuovi docenti (o poco più), dato che il numero è pienamente
giustificato dalla realtà dei posti disponibili (le nomine si
sono sempre fatte su percentuali oscillanti dal 60 al 66% delle
disponibilità e mai i sindacati potranno appoggiare una scelta
che riduca significativamente i posti da lasciare disponibili
per la mobilità) e dato che il futuro sistema di reclutamento
prospettato dalla nuova maggioranza non richiederà nessun
accumulo preventivo di riserve di posti. Probabilmente Fioroni e
Padoa Schioppa consegneranno ai loro successori un documento
progettuale in cui "spingeranno" le possibili assunzioni fino
all'80% delle disponibilità (corrispondenti a 30-31mila posti),
ben sapendo che la trattativa tra i nuovi ministri e le Ooss non
potrà arrivare a tale traguardo. Una scelta quindi squisitamente
politica, quella del governo uscente, che lascia però un pessimo
ricordo nella mente dei precari, che vivono queste fasi con una
comprensibile apprensione e che certo non adorano essere stati
presi in giro ancora una volta. Un primo sentore delle bugie che
iniziavano ad arrivare dal ministro Fioroni (cui sinceramente
non ci aveva abituato) si era avuto a seguito di una sua
dichiarazione che rassicurava sulle 50mila assunzioni,
dividendole in due fasi, una prima sui posti di diritto ed una
seconda su quelli di fatto, ben sapendo (ma altrettanto non si
può dire del giornalista che commentava la sparata) che le
assunzioni sulle cattedre di fatto altro non sono che le
supplenze (assunzioni sì, ma a tempo determinato).
24 Aprile 2008
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