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Docenti, è
annullabile l’assegnazione alle classi
È necessario seguire la prassi motivando il
provvedimento
Il giudice ordinario può annullare l’atto di assegnazione dei docenti alle
classi, emesso dal dirigente scolastico.
A patto che esso sia stato formato in violazione della procedura prevista dalla
legge e risulti privo di motivazione. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di
Agrigento accogliendo un ricorso presentato da una docente. Il giudice
monocratico ha affermato che l’obbligo di motivazione sussiste anche negli atti
di gestione e organizzazione di carattere privatistico, se questi ultimi
risultino emessi senza tenere conto della prassi. Ciò in ottemperanza del
principio di buona fede e correttezza che lega le parti nell’esecuzione del
contratto. La normativa di settore, peraltro, prevede che , per assegnare i
docenti alle classi, il dirigente ha il dovere di acquisire la delibera del
consiglio d’istituto, recante i relativi criteri e deve tenere conto del parere
espresso dal collegio dei docenti. E questi adempimenti devono essere effettuati
in successione: prima l’acquisizione della delibera del consiglio d’istituto e,
subito dopo, quella del collegio dei docenti. Infine, l’assegnazione dei docenti
alle cattedre.
16 marzo 2004
Il testo della sentenza
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