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I prof precari ai partiti:
il 13 aprile saremo decisivi, confermateci assunzioni e graduatorie
di A.G.
I docenti non di ruolo sono convinti che i loro grandi numeri non possono
lasciare indifferente la classe politica che intende vincere le elezioni:
voteremo - fanno sapere - considerando gli impegni presi dalle forze politiche.
I docenti precari della scuola scendono in campo nella campagna elettorale per
le elezioni politiche del 13 e 14 aprile rivolgendo alla classe politica le loro
richieste: rilancio della scuola pubblica, conferma del piano triennale di
150.000 assunzioni, attivazione di almeno un’altra tornata di immissioni in
ruolo e mantenimento delle attuali graduatorie fino al loro totale esaurimento.
Il 20 febbraio i ‘Comitati insegnanti precari’hanno presentato un documento nel
quale, a differenza delle altre vigilie elettorali, si limitano ad indicare gli
obiettivi più rilevanti rimandando le altre questioni al confronto diretto con
il nuovo Governo: una scelta indicata dalla "prospettiva - fanno sapere - di una
maggiore semplificazione della proposta politica".
Le priorità del direttivo dei Cip passano per il "rilancio del ruolo
baricentrico della scuola statale nel sistema dell’istruzione pubblica
nazionale, mediante la rinuncia della politica dei tagli, di tempo scuola,
risorse, classi e cattedre, e la stabilizzazione del personale docente
attualmente impiegato in regime di precarietà".
I ‘Comitati docenti precari’ chiedono, inoltre, "l’attuazione integrale del
piano di assunzione di 150.000 docenti precari previsto dalla legge finanziaria
2007 e il mantenimento del blocco delle “graduatorie ad esaurimento” fino al
loro completo svuotamento, da compiersi mediante l’attuazione di un ulteriore
piano di assunzioni così da cancellare dalla scuola italiana la precarietà
lavorativa e, di conseguenza, quella didattica che da sempre penalizza le aree
geografiche e sociali più svantaggiate del Paese".
I docenti non di ruolo sono convinti che i loro grandi numeri non possono
lasciare indifferente la classe politica che intende vincere le elezioni. "Nelle
graduatorie ad esaurimento – sostiene Brunello Arboreo, in rappresentanza delle
associazioni Cipna (Comitato Insegnanti precari Non Abilitati), Comitato ruolo
per il sostegno, Forum precariSalerno, Forum precariscuola, Orgoglio precario,
Blog precariaMente- sono presenti circa 300 mila precari che con il loro voto,
unito a quello dei loro familiari ed amici, decideranno l'esito delle elezioni
politiche del 13 e 14 aprile". Per Arborio (secondo cui è fondamentale il
rispetto delle 150.000 immissioni e il mantenimento delle attuali graduatorie ad
esaurimento per almeno il 50% delle future immissioni in ruolo) non vi sono
dubbi: "i docenti precari voteranno considerando gli impegni presi dalle forze
politiche".
In effetti il “popolo” di docenti non di ruolo vanta non solo mega-graduatorie,
la cui entità è stata di recente confermata dal Ministero della pubblica
istruzione attraverso la pubblicazione dei dati ufficiali relativi al numero
record di iscritti, ma anche ai tantissimi lavoratori che periodicamente vengono
assunti a scuole e poi decadono dall’incarico.
All’inizio di ogni anno scolastico sono, infatti, almeno 100-120 mila gli
insegnanti precari a cui viene fatto un contratto fino al termine delle lezioni
(31 agosto) o dell’anno scolastico (30 giugno). Bisogna poi considerare le altre
centinaia di migliaia di supplenze che ogni scuola realizza durante l’anno per
le cosiddette supplenze brevi (per maternità, per malattia e tutte quelle di
tipo temporaneo). E non si possono nemmeno dimenticare i 70 mila lavoratori
appartenenti al personale Ata. Considerando che due anni fa, alle ultime
elezioni, furono decisivi pochi più di 20 mila (peraltro contestatissimi) voti,
qualora anche stavolta si prospettasse un risultato in equilibrio il mondo della
scuola potrebbe davvero ergersi ad ago della bilancia.
21 febbraio
2008 |