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Scariche elettriche per gli
studenti violenti
Polemiche in USA ma i genitori sono favorevoliPiccole dosi di elettroshock per
ragazzi pericolosi, aggressivi, con ritardi o autolesionisti
Renzo
Cianfanelli
NEW YORK – Pedagogia-shock per gli adolescenti aggressivi affetti da forme
estreme di sindrome da “Arancia meccanica”? Negli Stati Uniti, anche se le
punizioni corporali nelle scuole sono tuttora permesse in 21 dei 50 stati
dell’Unione, la maggioranza degli educatori – e anche dei politici più
progressisti - è schierata per l’abolizione di quelli che considera
inaccettabili sistemi didattici da Medioevo. Rimane però sempre il problema di
come assicurare nelle scuole più turbolente non solo la disciplina, ma nei casi
limite perfino l’incolumità fisica di studenti e insegnanti. E la soluzione
pragmatica adottata finora, almeno in alcuni casi a New York, è stata quella
delle scuole cosiddette differenziali, dove gli alunni particolarmente violenti
e pericolosi sono tenuti sotto controllo con metodi draconiani: compresa la
somministrazione a piccole dosi di scariche elettriche.
LA POLEMICA
- Questa «terapia di aversione»,come rivela il New York Times, viene applicata
trasferendo gli studenti più problematici in un istituto sperimentale del
Massachusetts, il “Judge Rotenberg Educational Center” situato a Canton, nei
pressi di Boston. Ma anche se i risultati, in termini di profitto scolastico e
di minore aggressività, sembrano positivi, adesso il Provveditorato agli studi
dello stato di New York ha deciso di non dare più corso all’esperimento,
considerato incompatibile con i dettami della pedagogia permissiva e del
“politically correct”. A questo punto, però, gli amministratori scolastici si
sono trovati davanti a un ostacolo imprevisto: l’opposizione dei genitori, i
quali protestano chiedendo che il metodo della rieducazione comportamentale
accompagnata da scariche elettriche rimanga in vigore.
IL METODO
- «Molta gente – dice Susan Handon, una donna che vive a Jamaica, un quartiere
popolare dell’enorme sobborgo multietnico di Queens a New York la cui figlia
Carol, 20 anni, da quattro anni frequenta il Rotenber Center – pensa che si
tratti di un sistema crudele soltanto perché non lo conosce. La verità, invece,
è che Carol non solo non è affatto traumatizzata, ma ha smesso di saltare
addosso alla gente e prenderla a pugni perché l’altra la pensa in modo diverso».
La scolaresca nell’istituto è composta da elementi anche più estremi di quello
di Carol. Le classi sono un campionario di soggetti sui quali invano hanno
cercato di prodigarsi squadre di sacerdoti e assistenti sociali, consulenti
filosofici e psicanalisti, psichiatri e psicologi dell’età evolutiva.
Adolescenti affetti da autismo, ragazzi che si attaccano a morsi, sbattono la
testa contro i muri o si infliggono spaventose mutilazioni.
LA TERAPIA
- La «terapia di aversione» funziona dotando ciascuno di questi
studenti-pazienti di una serie di elettrodi collegati a varie parti del corpo,
per trasmettere al soggetto una o più scariche elettriche a bassa intensità nel
caso di comportamenti che l’educatore considera eccessivamente pericolosi o
aggressivi. Ma questa tecnica viene considerata da molti scienziati, filosofi,
moralisti e perfino politici, un inaccettabile rischio, che spianerebbe la
strada a forme di controllo del comportamento con sistemi autoritari da Grande
Fratello. Intanto, mentre lo stato di New York annuncia che a partire dal 2009
non rinnoverà la convenzione con la scuola sperimentale del Massachusetts, i
genitori di oltre 40 studenti si sono riuniti in consorzio e hanno citato in
giudizio il Provveditorato scolastico chiedendo la terapioa pedagogica d’urto
continui. Con tanto di scariche elettriche.
27 dicembre 2007
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