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GILDA DEGLI INSEGNANTI |
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In particolare, il decreto n. 80 del 3 ottobre 2007 prevede che, subito dopo gli scrutini intermedi, le istituzioni scolastiche organizzino - anche adottando un’articolazione diversa da quella per classe, purché si tenga conto degli obiettivi formativi che devono essere raggiunti dagli alunni - interventi didattici di recupero dei debiti scolastici per gli studenti che presentino insufficienze in una o più discipline. Le attività di recupero dei debiti formativi potranno essere svolte, oltre che con i docenti della scuola, tramite collaborazioni con soggetti esterni. Si precisa, però, che “in tutti i casi i consigli di classe, su indicazione dei singoli insegnanti delle materie oggetto di recupero, mantengono la responsabilità didattica nell’individuare la natura delle carenze, nell’indicare gli obiettivi dell’azione di recupero e nel verificarne gli esiti ai fini del saldo del debito formativo”. Per quanto riguarda le insufficienze riscontrate nello scrutinio finale in una o più discipline, tali da non comportare comunque un immediato giudizio di non promozione, il consiglio di classe procede al rinvio della formulazione del giudizio definitivo. La scuola comunica alle famiglie, per iscritto, le decisioni del consiglio di classe, indicando le specifiche carenze rilevate dai docenti delle singole discipline e i voti proposti in sede di scrutinio nelle materie in cui l’alunno non ha raggiunto la sufficienza. Verranno anche resi noti gli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi nonché modalità e tempi delle relative verifiche.
I suddetti interventi didattici dovranno concludersi, di norma, entro
il 31 agosto dell’anno scolastico di riferimento e successivamente,
comunque non oltre la data di inizio delle lezioni del nuovo anno
scolastico, verranno effettuate le verifiche "sulla base delle quali
si conclude lo scrutinio con il giudizio definitivo: promozione o
bocciatura".
Toccherà al consiglio di
classe verificare i risultati conseguiti dallo studente e formulare il
giudizio finale: in caso di esito positivo, l’alunno verrà ammesso
alla frequenza della classe successiva. Quando inizieranno le lezioni,
quindi, tutti gli allievi entreranno in classe senza debiti e i
docenti avranno così la possibilità di sviluppare il programma del
nuovo anno in modo uniforme per l'intera classe.
Toccherà al consiglio di
classe verificare i risultati conseguiti dallo studente e formulare il
giudizio finale: in caso di esito positivo, l’alunno verrà ammesso
alla frequenza della classe successiva. Quando inizieranno le lezioni,
quindi, tutti gli allievi entreranno in classe senza debiti e i
docenti avranno così la possibilità di sviluppare il programma del
nuovo anno in modo uniforme per l'intera classe.
Qualcuno parla di ritorno agli esami di
riparazione, ma nelle scuole di istruzione secondaria di II grado
questo tipo di esame è stato abolito nel 1995 (legge n. 352 dell’8
agosto) e in sua sostituzione venne disposto l’obbligo di frequentare
appositi corsi di recupero organizzati dalle scuole per gli studenti
con debito formativo in alcune discipline di studio. Adesso, anche se,
in effetti, le modalità della verifica finale fanno pensare ad un
ritorno al passato, non è tecnicamente corretto parlare di esami di
riparazione, visto che la normativa sui debiti scolastici non è stata
abrogata e gli interventi didattici per recuperare le lacune sono ben
diversi dal passato (almeno si spera, per evitare la “bagarre” delle
lezioni private a carico delle famiglie!).
Per quest’anno scolastico, relativamente
ai candidati agli esami di Stato continuano ad applicarsi, per quel
che concerne debiti formativi ed attribuzione del punteggio per il
credito scolastico, le disposizioni contenute nella legge n. 1 dell’11
gennaio 2007. |