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GILDA DEGLI INSEGNANTI |
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Quel brutto pasticciaccio del concorso ordinario a Dirigente Scolastico
La Gilda degli insegnanti è l’unico sindacato che è stato fuori dai giochi per i concorsi a dirigente scolastico,anche perché rappresenta gli interessi dei docenti e basta. Poiché ,però,questi concorsi sono molto ambiti dai docenti (un dirigente scolastico prende almeno 1000 euro in più rispetto a un docente,oltre ad avere un maggiore prestigio di ruolo),la Gilda non si può tirare indietro dal criticare come si è impostata l’intera questione del reclutamento dei dirigenti scolastici,per il ruolo rilevante che essi svolgono,nel bene e nel male,nelle scuole. E’ interesse della Gilda degli insegnanti che le scuole siano dirette da dirigenti preparati e competenti. Ma è così? “Per come si sono svolti gli esami, per come si sta svolgendo in toto la procedura concorsuale per il reclutamento dei dirigenti,per la scarsa qualità dello stesso corso di formazione non sembra che il merito sia il criterio generale che è stato tenuto presente” concludeva la lettera di un anonimo pubblicata sul vostro sito il 14/12/07 con il titolo “Concorsi per dirigente:un finale da tarallucci e vino”. Spiace dirlo,ma sul concorso ordinario per dirigenti scolastici è stato fatto un tal pasticciaccio politico-sindacale che ha messo sotto i piedi regole,leggi,norme,diritto… I politici che hanno presentato l’emendamento al Senato (il famigerato comma 620) pensavano probabilmente di far cosa buona eliminando gli esami finali che si dovevano svolgere alla fine del corso di formazione e facendo valere la graduatoria di merito per l’ammissione al corso di formazione(ah,a proposito,informo l’anonimo che la senatrice Soliani è della Margherita e la senatrice Capelli è di Rifondazione comunista!). Ma così facendo,non hanno calcolato che si azzeravano i titoli. I “pleno iure”(quelli che avevano i titoli per partecipare al concorso,come previsto dal bando all’art.4) e i cosiddetti “riservisti”(quelli che non avevano questi titoli,ma hanno fatto ricorso e sono stati ammessi con riserva prima a partecipare agli esami del concorso e poi,una volta vincitori,al corso di formazione) sono stati messi sullo stesso piano,anzi molti di loro,avendo avuto punteggi maggiori, scavalcano i “pleno iure”. In Campania i riservisti partecipanti al corso di formazione sono ben 43 nel primo settore(scuola primaria e secondaria di I grado) e 20 nel secondo settore(scuola secondaria di II grado). Il Direttore scolastico generale della Campania ha ammesso opportunamente nei rispettivi corsi di formazione,per cautelarsi,43 pleno iure nel primo settore e 20 pleno iure nel secondo settore,scorrendo la graduatoria di merito per l’ammissione al corso di formazione e saltando i riservisti che venivano dopo,in attesa delle sentenze del TAR. Ma la sentenza del TAR del Lazio non si è avuta ancora! Nel frattempo è stata approvata la finanziaria con il famigerato comma 620. Attenzione:a me sta bene non fare gli esami finali! Ma essendo uno di quei pleno iure ripescati da Bottino,non mi pare giusto che io sia scavalcato da ben 43 riservisti che non avevano diritto a partecipare al concorso! E’ una questione giuridico-morale: - morale perché gli altri docenti che hanno rispettato le regole, non hanno fatto proprio domanda di partecipazione o non hanno fatto il ricorso e non hanno partecipato al concorso; - giuridica perché i pleno iure sono lesi nei loro diritti se vengono nominati solo coloro per i posti messi a concorso come stabilito in un primo momento (135 per il settore primario e 56 per il secondo settore, che diventano rispettivamente 149 e 62 se viene assorbito il 10% di aumento previsto per il corso di formazione in vista degli esami che non si terranno più). Se è così, i restanti pleno iure verranno nominati solo nel 2008/2009 con danno economico e morale,dopo che saranno stati nominati anche i vincitori del concorso riservato per presidi incaricati, e avranno i posti più disagiati.. Per risolvere questo brutto pasticciaccio,c’è solo un modo che i politici potrebbero adottare senza ledere i diritti di nessuno ed evitando altri ricorsi giudiziari: mettere in coda i riservisti vincitori che hanno partecipato al corso di formazione,dopo i pleno iure. I riservisti sarebbero contenti perché avranno lo stesso il posto,anche non avendone diritto. I pleno iure vedrebbero rispettati i loro diritti. Altrimenti noi pleno iure siamo pronti a fare ricorso:l’hanno fatto i riservisti per avere un diritto che non avevano,perché non dovremmo farlo noi che il diritto ce l’abbiamo? Restiamo fiduciosamente in attesa che l’ufficio legislativo del MPI si pronunci. Cordiali saluti,
Napoli, li 20/01/07 Eugenio Tipaldi
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