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Saranno le famiglie a mettere mano al portafogli se il figliolo un po' discolo o 'bullo' danneggerà in un impeto di foga adolescenziale le strutture della scuola. La Corte dei Conti ha, infatti, registrato il decreto del Presidente della Repubblica deliberato dal Consiglio dei Ministri - su cui si era già espresso favorevolmente il Ministero della pubblica istruzione - che, modificando due articoli (il 4 e il 5) dello Statuto delle studentesse e degli studenti, introduce anche il principio di "corresponsabilità" delle famiglie nei confronti dei danni scolastici recati dai figli.
Con l’entrata in vigore di questa legge, le scuole potranno sanzionare con
maggiore rigore e severità rispetto al passato i casi più gravi di violenza e
bullismo degli studenti. Secondo un principio di proporzionalità tra la sanzione
irrogabile e l'infrazione disciplinare commessa, gli studenti saranno infatti
passibili di nuovi provvedimenti disciplinari, più rigorosi, di fronte a
"comportamenti riprovevoli e connotati da un altissimo grado di disvalore
sociale". Anche le famiglie potranno essere chiamate a rispondere dell'accaduto. Attraverso la firma del “Patto educativo di corresponsabilità”, inserito nel decreto, i genitori si assumono l'impegno di rispondere direttamente (anche economicamente) dell'operato dei propri figli quando violino i doveri sanciti dal regolamento d'istituto e dallo Statuto degli studenti. Ciò significa, in particolare, che nel caso di danneggiamenti fisici prodotti ad altri studenti potranno essere considerate responsabili anche le famiglie e non solo lo studente. "Il problema non è solo il danno, ma se la scuola e la famiglia non condividono lo stesso progetto educativo si rischia di avere una visione 'postale' dello studente, come fosse un pacco da parcheggiare da qualche parte", ha detto il ministro Giuseppe Fioroni presentando la misura.
"Come non si brucia casa propria così non si brucia la scuola, come non si mena
al fratello così si faccia con il compagno. Iniziare dal portafoglio aiuta, non
è uno strumento per una svolta repressiva ma - ha concluso Fioroni - per
coinvolgere alunni e famiglie nell'applicare diritti e doveri". |