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Gli ispettori a Genova: la
preside chiuda il ghetto dei meno bravi
Classe per bocciati, il no di Fioroni.
di Giuseppe
Filetto,
GENOVA - Non ha perso un minuto. Già nelle prime ore di ieri il ministro Beppe
Fioroni ha disposto l'invio di un ispettore al "Gastaldi-Giorgi". Nella scuola
superiore di Genova, dove la preside ha istituito una classe di soli bocciati,
ribattezzata "degli asini", ha fatto la sua comparsa Agostino Pittaluga. Più
tardi, Attilio Massara, direttore scolastico regionale, ha chiesto al capo
d'istituto "di ritirare il progetto".
Da ieri 20 studenti della prima "D", buona parte figli di immigrati
latino-americani, tutti nella stessa classe per seguire programmi differenziati
e recuperare due anni in uno, attendono il loro destino scolastico. «È
un'iniziativa discriminante», anticipa Mario Giacomo Dutto, direttore del
Ministero dell'Istruzione, braccio destro di Fioroni. Anche se la preside
ripete: «È un modo per aiutare i ragazzi bocciati, permettere il riscatto a chi
vuole recuperare».
Elsa Cirlini, ieri pomeriggio, oltre l'assalto mediatico ha dovuto affrontare il
rovente collegio-docenti, l'autoconvocazione dei professori. Che in serata
all'unanimità hanno votato un documento che prende le distanze dall'iniziativa.
Una delibera che di fatto "sfiducia" la preside. «Al di là del merito, è
scontato che un piano del genere sia sottoposto al vaglio del consiglio di
istituto e del collegio docenti», sottolinea il direttore scolastico regionale.
Forti perplessità sono state confermate dall'ispettore ministeriale: «La
dottrina pedagogica sconsiglia di concentrare problemi e disagi all'interno di
una stessa sezione». Quello messo in pratica al "Chimico" sembra un modello
ispirato alla Sonderschule, la scuola tedesca dedicata al disagio e al sostegno.
È comunque una trovata inedita nella scuola pubblica italiana, che potrebbe far
concorrenza alle scuole private, a quelle che offrono il recupero di più anni
scolastici in uno.
Comunque preoccupa la classe differenziale, tanto apprezzata dagli studenti
interessati e dalle loro famiglie, quanto osteggiata dagli studenti delle altre
classi. «Sono stata bocciata due volte, ma se mi fossi ritrovata in una classe
di tutti respinti mi sarei sentita uno scarto», dice Marika Filocamo, della
quinta Scientifico. Come succede con la Sonderschule, che da una parte sostiene
i più "deboli" ma dall'altra li marchia, imprimendo un sentimento di
inferiorità, una sorta di emarginazione psicologica. Tuttavia, al pediatra Italo
Farnetini, docente all'Università di Milano Bicocca, che resuscita "le code e le
orecchie da somaro", Elsa Cirlini ribatte: «Pensavo che gli asini fossero ormai
relegati al libro Cuore».
31 ottobre 2007
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