GILDA DEGLI INSEGNANTI

PROVINCIA DI NAPOLI

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Lettera per l'anno nuovo

di Barbara Pianta Lopis


Caro Babbo Natale,
scusa il ritardo con cui ti scrivo, ma io sono sempre in ritardo. So che mi perdonerai!
Pertanto non potendo più fare buoni propositi e promesse per assicurarmi i regali che mi spettavano a consuntivo del 2007, ti prego di accettare i buoni propositi per l’anno che verra’.
Prometto che non ripeterò più gli errori del 2007, soprattutto quelli fatti nell’ambito scolastico.
Non metterò più il naso negli affari che non sono i miei, come chiedere le schede dei progetti approvati dal Collegio Docenti, che nemmeno loro hanno visto.
Non chiederò più di poter vedere il programma annuale prima della sua approvazione in Consiglio d’Istituto e di farne pubblicare una bozza sul sito web della mia scuola, in modo da poter fornire gli elementi necessari per una corretta lettura ed un’approvazione consapevole; mi rendo conto di aver chiesto un impegno straordinario a tutti i consiglieri, infatti nessuno l’ha letto anche se l’hanno comunque approvato.
Prometto di non dichiarare piùü in Consiglio di Istituto che la nostra Costituzione stabilisce che nell’obbligo la scuola è pubblica e gratuita, in modo da non ricevere risposte del tipo: “Ma in Italia ci sono tante di quelle leggi che non vengono rispettate…..” e poter dormire sonni più tranquilli senza rimorsi di coscienza.
Prometto di non esprimere più voto contrario alla delibera di deroga della destinazione dei contributi volontari, per sopperire alla mancanza di fondi del Comune, necessaria per l’adeguamento di messa in sicurezza della nostra scuola materna, , perché mi rendo conto che quando vige “l’emergenza permanente” per la scarsità di fondi, in qualche modo la scuola deve chiedere i soldi ai genitori affinché si possa garantire almeno la manutenzione ordinaria;
Prometto che non mi opporrò più alla settimana corta (5 gg) nella scuola media, che permetterebbe agli studenti di godersi il riposo prefestivo sacrosanto, per poter condividere un po’ di tempo con la famiglia e poter raggiungere chi la seconda casa in campagna, mare e monti, chi di poter restare tutto il sabato in giro o soli a casa, mentre i genitori devono lavorare anche i sabato perché “flessibili”, riducendo l’ora di lezione a 50 minuti e il totale del monte ore settimanale a 30; la scuola non è un parcheggio e tanto meno il ritrovo del sabato degli “sfigati”, la scuola pubblica deve saper rispondere ai bisogni dell’utenza o perlomeno a quella parte di essa che ha gli strumenti per farsi sentire.
ü Prometto che non farò più affermazioni del tipo: “la scuola pubblica non può essere competitiva con nessuno. Essa infatti rappresenta lo strumento tramite il quale lo Stato garantisce a tutti i suoi cittadini/e il diritto all’ Istruzione sancito nella nostra Costituzione negli articoli 33 e 34. L’idea che essa possa essere competitiva , nella mia modesta opinione, è un’idea distorta, poiché la scuola pubblica non si colloca come un prodotto sul mercato (che invece è competitivo e concorrenziale), ne in competizione con se stessa o le diverse singole istituzioni pubbliche di un territorio”, per sentirmi dire che faccio politica, e che ormai c’è l’autonomia e che competitivo è bello (soprattutto se si è sempre vincenti)! Lo so, lo so così va il mondo ed è ora che anch’io mi adegui.
Prometto che non tenterò più di collaborare per la costituzione diü una rete locale dei Consigli d’Istituto e di Circolo della mia municipalità per ricucire ciò che l’autonomia divide e separa, è tempo perso: la contraddizione è palese, non si può rimettere insieme ciò che l’autonomia vuole separato.
ü Prometto che non minaccerò più una denuncia se mi verrà proposto di inserire nel regolamento d’Istituto che la nostra scuola non accetterà le domande d’iscrizione di alunni bocciati in altri istituti, d’altronde per migliorare e mantenere la qualità dell’offerta formativa e di standard di qualità, dovremo pur fissare dei paletti;
Prometto che non mi candiderò più per una poltrona nel Consiglio d’Istituto, lascerò il posto a chi ha esigenza di stabilire una relazione particolare con il dirigente, per assicurare un avvenire scolastico sereno al proprio figlio.
Insomma prometto che caccerò via tutti i cattivi pensieri che in qualche modo intralciano il tranquillo tran tran scolastico, resterò in silenzio, penserò in silenzio, misurerò bene le mie parole e sono sicura che con un attento autocontrollo, riuscirò a mettermi in carreggiata.
E se poi dovessi fallire avrò sempre la possibilità di frequentare un bel corso di recupero di 15 ore, magari serale, che sicuramente mi aiuterà a superare la verifica di agosto/settembre. Noooo?????

Buon Anno!

29 dicembre 2007