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La classe dei bocciati/1. E' legittima?
Al momento non si hanno informazioni sufficientemente precise sul caso della
classe formata da allievi tutti bocciati al termine dell'anno scolastico
precedente. L'ispettore inviato dal ministro Fioroni, per il tramite del
direttore scolastico regionale, e' al lavoro per accertare se siano state
rispettate o meno le procedure previste dalla legge per attivare iniziative
sperimentali.
I giornali hanno infatti attribuito la responsabilita' del progetto alla preside
dell'istituto tecnico "Gastaldi" di Genova, Elsa Cirlini, che avrebbe deciso
motu proprio malgrado la dichiarata ostilita' degli insegnanti. Poteva farlo?
Secondo le norme vigenti (DPR 275/1999, Regolamento dell'autonomia) le
istituzioni scolastiche "riconoscono e valorizzano le diversita', e promuovono
le potenzialita' di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al
raggiungimento del successo formativo" (art. 4, c. 1), tra le quali
"l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da
diverse classi o da diversi anni di corso" (art. 4, c. 2, punto d).
Ma per attivare un'iniziativa come quella promossa dal "Gastaldi" (che prevede
anche il recupero dell'anno perduto mediante esame di idoneita' alla classe
terza, da sostenere alla fine dell'anno scolastico corrente) il relativo
progetto avrebbe dovuto essere inserito nel Piano dell'Offerta Formativa. E il
Collegio dei docenti lo avrebbe dovuto predisporre, sulla base degli indirizzi
generali definiti dal Consiglio di istituto. E' stato fatto?
Ove questi passaggi procedurali fossero stati rispettati (attendiamo l'esito
dell'ispezione) l'esperimento genovese avrebbe a nostro avviso legittimita' (non
si discute qui dell'opportunita'), rientrando nella sfera delle autonome
competenze della istituzione scolastica.
5 novembre 2007 |