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Sugli organici è guerra di numeri.
di Reginaldo Palermo
La questione degli organici scatena la guerra di tutti contro
tutti. La Viceministro Bastico accusa le direzioni regionali di
"irresponsabilità", ma anche le Regioni e molti Comuni protestano per i tagli
alle classi. Padoa Schioppa minaccia di tegliare i finanziamenti alle scuole.
Saltano i conti del Ministero dell’Istruzione, Padoa Schioppa chiede
l’applicazione della clausola di salvaguardia prevista dalla legge finanziaria,
mentre il ministro Fioroni e la vice-ministro Bastico si stanno affannando a
tranquillizzare tutti nel difficile tentativo di evitare che fra tre settimane
la situazione nelle scuole diventi esplosiva. Ma il problema maggiore è che, in
questo momento, nessuno è in grado di stabilire con ragionevole precisione su
quali organici potranno contare le scuole con l’apertura del nuovo anno.
I problemi sono molteplici.
La legge finanziaria prevedeva un taglio complessivo di 19mila cattedre; poi,
dopo un lungo braccio di ferro fra i Ministeri dell’Economia e quello della
Pubblica Istruzione, la “sforbiciata” si è limitata a 11.600 posti.
Ma l’operazione si è dimostrata più complicata del previsto anche perché ci sono
regioni dove il numero degli alunni è aumentato (e di molto) e regioni in cui la
diminuzione degli alunni è particolarmente consistente.
E poi c’è la “grana” del sostegno: diminuire i posti potrebbe rivelarsi del
tutto inutile, dato che negli ultimi anni più di un Tribunale della Repubblica
ha imposto all’Amministrazione scolastica di assegnare agli alunni le cui
famiglie hanno fatto ricorso tutte le ore richieste dalla scuola e certificate
dai servizi psico-medici.
Tanto che la viceministro Mariangela Bastico, riferendosi ai piani sugli
organici di fatto predisposti dalle direzioni regionali, ha dichiarato
apertamente che “dalle regioni ci sono arrivati piani di assunzioni
completamente fuori budget, che, senza il nostro stop, avrebbero prodotto un
aumento ingiustificato di cattedre e di spesa. Si tratta di proposte
irresponsabili, irricevibili”.
Peccato che l’irresponsabilità sia sostenuta in qualche caso persino dalle
Amministrazioni comunali e da quelle regionali del centro-sinistra, come per
esempio è accaduto in Emilia-Romagna e in Toscana.
Insomma se direttori regionali e sindacati sono irresponsabili, sono certamente
in buona compagnia.
Il fatto è che le previsioni della legge finanziaria stanno mostrando la loro
totale inattendibilità; non è un caso che il decreto approvato ai primi di
agosto dal Parlamento contenga una norma che aumenta di 180milioni di euro il
budget per il pagamento delle supplenze: segno evidente che i calcoli di 10 mesi
fa erano sbagliati. Così come si sta rivelando del tutto fasulla la previsione
di tenere sotto controllo il numero delle classi nel biennio delle superiori
mediante una diminuzione del numero dei bocciati. In realtà i dati forniti dallo
stesso Ministero qualche giorno fa mettono in evidenza che rispetto allo scorso
anno i bocciati sono addirittura aumentati di quasi 5 punti percentuali.
E così invece di 3.600 posti in meno, come previsto dalla legge finanziaria,
nelle prime classi delle superiori bisognerebbe istituire classi in più.
Ecco perché Padoa Schioppa sta chiedendo l’applicazione della clausola di
salvaguardia: se non si riesce a risparmiare con gli organici, bisognerà
tagliare i finanziamenti alle scuole. Si parla di 150milioni di euro in meno per
il funzionamento didattico e amministrativo.
Che è come dire che a settembre le scuole potrebbero non avere neppure i soldi
per comprare i registri.
9 agosto 2007
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