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Ovvero: le bugie hanno
le gambe corte.
di Grazia Perrone
Dopo un primo e comprensibilissimo
momento di sbandamento il popolo della scuola sta cominciando
a reagire.
A dimostrazione (ne prenda nota il dirigente dell'organizzazione
sindacale che, benché "preoccupato" per il testo dell'accordo, ha
ordinato il ...
"rompete le righe ... ne parliamo a settembre")
di una ferrea legge della dinamica sociale. Ovvero ... il campo,
affrettatamente, lasciato libero sarà presto occupato ... da altre
forze.
Nessuno lo ha, finora, rilevato. Eppure
l'Atto di indirizzo emanato
dal Governo all'Aran - ovvero le linee guida all'interno delle quali
l'agenzia governativa deve, inderogabilmente, muoversi - contiene due
chicche niente male.
Ma chiariamo, in primo luogo, cosa si intende per ... Atto di
indirizzo. Esso è il documento formale con il quale il Governo
delega ad un soggetto esterno il compito di assolvere un mandato
specifico. Nel nostro caso il CCNL del comparto scuola. Come si può
vedere, leggendolo, non si tratta di una ...
delega in bianco
ma di un preciso e ben definito (nelle linee guida) percorso che - in
nessun caso - è soggetto a deroghe.
In questo contesto l'Aran si muove in un contesto assolutamente
chiaro, democratico e ... trasparente.
L'esatto opposto di quanto avviene in casa confederale i cui dirigenti
nazionali si sentono a autorizzati a trattare
di e su
tutto senza uno - specifico e
preventivo - mandato della
base.
Chiarito questo andiamo a leggere il documento governativo che
servirà da base inderogabile
per la trattativa prossima ventura.
- Partiamo dalla data: 18 maggio 2007 ... undici giorni prima
dell'accordo (a perdere) frettolosamente sottoscritto dai sindacati
confederali (e qui è opportuno denunciare - come fa
Professione Docente - che
nove delegazioni dei sindacati minori - ma rappresentative ai
sensi delle norme vigenti - sono state tenute fuori dalla porta).
- Leggiamo il contenuto: al punto 4 si legge - nero su bianco -
che in base (...)"all'impegno assunto dal Governo
nell'intesa del 6 aprile 2007 (...) nel corso della trattativa
si retrodarenno all'1.1. 2007 (ovvero al primo gennaio 2007- nota
di gp) gli incrementi retributivi di regime (...)".
Nessun accenno al 31 dicembre 2007 - come data di inizio della
progressione economica - come affermato dai sindacati. Nessun accenno,
inoltre, alla triennalizzazione dei contratti.
Cos'è veramente successo quella notte allora? Dobbiamo prendere per
buona
la versione fornita dal Manifesto?
O dobbiamo pensare che si è trattato dell'ennesima sceneggiata
all'italiana per imbrogliare i lavoratori?
Ai segretari generali Cgil, Cisl, Uil il compito di rispondere. Se
vorranno farlo.
A me - per completezza di informazione e ... a beneficio dei "credenti"
- un'ultima incombenza.
La segnalazione delle, patetiche, giustificazioni pubblicate "urbi et
orbi" sia
su un sito sindacale sia sui
siti di movimento dalle quali si evince che:
1) la colpa è di Berlusconi che non ha stanziato i
fondi necessari al rinnovo dei contratti pubblici nella Finanziaria 2006;
2) il 2006 non è
perso - come dicono i maligni - ma sarà compensato dall'indennità di vacanza
contrattuale (ma
Padoa Schioppa lo sa?). Una cifra
stratosferica pari a 40/50 euro per tutto l'anno (economico) 2006. Ovvero
più o meno ciò che spende una famiglia di quattro persone per andare ... in
pizzeria.
Per chi ha "fede" può bastare.
2 giugno 2007
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