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Il servizio bilancio di Bertinotti
denuncia: non ci sono le risorse necessarie per il 2007
Natale senza soldi, si va a febbraio
Slittano gli aumenti promessi per dicembre a docenti e bidelli
Una corsa a perdifiato, quella dei sindacati della scuola e dell'Aran, l'agenzia
governativa per il pubblico impiego, per rinnovare il contratto 2006/07 lo
scorso 7 ottobre e così dare già a dicembre una fetta degli aumenti a circa 1
milione di lavoratori, tra insegnanti, bidelli e segretari. Ma la corsa è stata
vana. Natale passerà senza un becco di un quattrino in più. Per avere gli
aumenti, a regime circa 140 euro al mese per gli insegnanti e 100 euro per il
personale ausiliario, tecnico e amministrativo, e gli arretrati, ovvero circa
1.800 euro lordi per i prof e 1.400 euro per gli Ata, bisognerà aspettare almeno
febbraio. E non è solo una questione di procedure, visto che i controlli di rito
del nuovo contratto, prima della firma definitiva (tassativamente entro il 1°
dicembre prossimo), sono ancora in corso. È soprattutto una questione
finanziaria. Già, perché i fondi stanziati con il decreto legge fiscale (Ac
3194) per pagare subito un prima tranche di aumenti per l'anno in corso (quelli
dovuti a decorrere dal febbraio scorso) non bastano. A denunciarlo il servizio
bilancio della camera, che ha all'esame il dl dopo l'approvazione da parte del
senato. Gli uomini di Fausto Bertinotti hanno evidenziato che con l'articolo 15
del decreto si determina un volume di impegni di spesa non congruo rispetto
all'autorizzazione di spesa contenuta nello stesso dl, pari a 1 miliardo di
euro. I conti sono presto fatti: visto che i ministeriali hanno già rinnovato
l'intesa e intascato l'aumento, non avanzerebbero risorse sufficienti per dare
il dovuto anche alla scuola, se questa dovesse andare all'accordo finale entro
il 1° dicembre. Mancherebbero all'appello, secondo alcune stime ufficiose, circa
800 milioni di euro ulteriori. Appare «problematico che, con quanto residua
successivamente a detta erogazione», ovvero ai ministeriali, si legge nella
relazione, «si possa far fronte al complesso degli oneri derivanti da un
eventuale rinnovo del contratto relativo al comparto scuola. Sul punto appare
necessario un chiarimento da parte del governo».
Insomma, bisogna a questo punto aspettare l'approvazione definitiva della
Finanziaria, visto che sono altamente improbabili sia una proroga del termine
ultimo per il contratto, sia, soprattutto, un rimpinguamento dei fondi. E la
Finanziaria potrebbe, alla luce delle forti tensioni che ci sono nella
maggioranza e del labor limae a cui è continuamente sottoposta, tirarla per le
lunghe, ovvero essere approvata dopo il 20 di dicembre. Questo significherebbe
che aumenti e arretrati arriverebbero a febbraio.
13 novembre
2007 |