|
Il tribunale fissa in seimila
euro il risarcimento danni per una minore che frequenta il circolo didattico Don
Bosco.
Scuola, condannato il ministero.
Ritardi nell'attribuzione dell'insegnante di sostegno.
di Bianca De Fazio
NAPOLI. Seimila euro di risarcimento per la piccola Alessia. Per non averle
affiancato un insegnante di sostegno, per un numero adeguato di ore, sin
dall'inizio dell'anno scolastico. Per averla tenuta in classe, senza l'opportuno
aiuto, per ore ed ore. Per aver così compromesso la sua vita scolastica sia
sotto il profilo dell'apprendimento che sotto quello del rapporto con gli altri
bambini. I giudici della terza sezione del Tribunale di Napoli hanno condannato
il ministero per la Pubblica istruzione a «pagare i danni» alla piccola Alessia,
una bimba portatrice di handicap che frequenta la seconda elementare nel primo
circolo didattico di Portici, Don Bosco.
Se la legge prevede il diritto all'istruzione e all'integrazione per gli alunni
disabili, il ministero è stato inadempiente. E ora paga. Pagano, in solido, il
ministero, il Csa di Napoli (ovvero gli uffici locali dell'amministrazione
scolastica) e il dirigente dell'istituto frequentato dalla piccina.
Una sentenza «che non è azzardato definire storica» afferma Toni Rocchetti,
presidente dell'associazione Tutti a Scuola, che ha promosso e sostenuto
l'iniziativa giudiziaria. «Una sentenza che mostra in modo inequivocabile il
drammatico ritardo delle politiche sull'integrazione scolastica. Ancora una
volta la magistratura supplisce a inefficienze, omissioni e ritardi della classe
politica locale e nazionale».
La sentenza giunge dopo una raffica di ricorsi (tutti vinti) con i quali i
genitori dei bambini disabili chiedevano che l'insegnante di sostegno venisse
assegnato per un numero maggiore di ore rispetto alle briciole concesse
all'inizio dell'anno scolastico.
Sostegno col contagocce, per risparmiare sulle spese. E dato che i giudici -
imponendo con sentenze al ministero insegnanti di sostegno per più ore o
addirittura per tutta la durata della permanenza dei bambini a scuola -
parlavano ogni volta di danni arrecati ai minori disabili, Tutti a Scuola ha
deciso di procedere con le richieste di risarcimento. Questa firmata dal
presidente della terza sezione del Tribunale, Giovanni Tedesco, apre dunque un
nuovo fronte nella contrapposizione tra le famiglie dei piccoli disabili e
l'amministrazione della scuola. È un precedente che non resterà isolato. «Appare
infatti evidente - si legge nel dispositivo della sentenza - che il ritardo
nell'attribuzione del sostegno scolastico per l'intero orario ha inciso
negativamente sia sul profilo di apprendimento del minore che sul suo rapporto
con gli altri (e in particolare con gli alunni frequentanti la stessa classe),
collocandolo in posizione di partenza svantaggiosa. Tale pregiudizio - prosegue
il magistrato - può essere liquidato in complessivi 6 mila euro».
Ora l'amministrazione dovrà pagare. E se l'esempio di Alessia verrà seguito dai
genitori degli altri 22 mila 200 studenti disabili della Campania (10.500 solo a
Napoli), per le casse dello Stato non sarà una passeggiata.
26 maggio 2007
|