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GILDA DEGLI INSEGNANTI |
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Colpo di mano clericale
del Ministro Fioroni.
Dalla rivista CRITICA LIBERALE Il Ministro Fioroni cerca di introdurre surrettiziamente l’ora di religione fra le materie che concorrono a formare la valutazione degli studenti per gli esami di Stato. Con l'Ordinanza del Ministero della Pubblica Istruzione n. 26 del 15 marzo 2007 si stabilisce che l’attribuzione del credito scolastico, che concorre a formare il punteggio finale in centesimi dell'esame di Stato, tiene conto anche del giudizio formulato dai docenti di religione cattolica e dai docenti delle attività didattiche e formative alternative, riguardante l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della religione cattolica. Per chi ha seguito altra attività ivi compreso lo studio individuale si prevede la valutazione dalla singola scuola. Nel caso in cui l’alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far valere tali attività come crediti formativi se presentino particolari requisiti. Il Concordato ed il Testo unico in materia di istruzione prevedono che la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica (IRC) non debba dar luogo ad alcuna forma di discriminazione. La Corte Costituzionale con le sentenze 203/89 e 13/91 ha precisato che gli studenti che non si avvalgono dell’IRC non possono essere sottoposti ad alcun obbligo alternativo, trovandosi in uno stato di "assoluto non obbligo". Come già accaduto per il finanziamento delle scuole private, si cerca di far entrare dalla finestra quel che i principi costituzionali e la legge vietano! Quanto deciso dal Ministro discrimina evidentemente coloro che hanno esercitato il legittimo diritto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, né di insegnamenti sostitutivi, i quali rischiano di essere penalizzati nell’attribuzione del credito scolastico rispetto ai colleghi che abbiano diversamente optato. Tanto più che questa decisione arriva alla fine dell'anno scolastico e che spesso le scuole non predispongono insegnamenti alternativi.
L'Ordinanza Ministeriale è stata quindi impugnata davanti al TAR del
Lazio da Consulta romana per la laicità delle istituzioni, Comitato
Insegnanti Evangelici (CIEI), Federazione Chiese Evangeliche in
Italia, Comitato torinese per la Laicità della scuola, Tavola Valdese,
CRIDES-Centro romano d’iniziativa per la difesa dei diritti nella
scuola, Democrazia Laica, Associazione Scuola Università Ricerca (As.SUR),
Associazione XXXI Ottobre per una scuola laica e pluralista (promossa
dagli evangelici italiani), Associazione Nazionale del Libero Pensiero
“Giordano Bruno”, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, UAAR-Unione
degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Consulta Torinese per la
laicità delle Istituzioni, Unione In via cautelare il TAR del Lazio ha sospeso con ordinanza 23 maggio 2007, n. 2408, i parr. 13 e 14 dell'art. 8 dell'Ordinanza Ministeriale in questione, sulla base della violazione del T.U. della legislazione scolastica che dispone che l’insegnamento della religione cattolica non fa parte della pagella scolastica e il profitto e l’impegno degli alunni viene comunicato ad alunni e famiglie con una “speciale nota” a parte, a cura del docente. e che “sul piano didattico- sono parole del TAR- l’insegnamento della religione non può, a nessun titolo, concorrere alla formazione del “credito scolastico”(..) per gli esami di maturità, che darebbe postumamente luogo ad una disparità di trattamento con gli studenti che non seguono né l’insegnamento religioso e né usufruiscono di attività sostitutive”. Il Ministro Fioroni, invece di recepire l'ordinanza del TAR Lazio, ha scelto di impugnarla presso il Consiglio di Stato. Il Presidente della Sesta sezione del massimo organo di giustizia amministrativa, con un tempismo sbalorditivo, ha fissato l'udienza di discussione (12 giugno) due giorni dopo la fine degli scrutini (10 giugno), sospendendo con provvedimento urgente, senza contraddittorio e senza motivazione, l'ordinanza del TAR.
Le associazioni che si battono per la laicità delle istituzioni e
della scuola (Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni,
Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica, CIDI - Centro
d'iniziativa democratica degli insegnanti, CRIDES – Centro romano di
iniziativa per la difesa dei diritti nella scuola, Associazione
Nazionale del Libero Nel frattempo, rispondendo ad una interpellanza urgente (Poretti ed altri) alla Camera dei Deputati, la Sottosegretario De Torre ha ribadito che il Ministero ritiene di dover tutelare la maggioranza dei discenti che, avendo optato per l'insegnamento della religione cattolica o per le attività alternative, vantavano una legittima aspettativa che tali attività fossero riconosciute in sede di attribuzione del credito scolastico ed ha concluso con il personale auspicio che "il riconoscimento dell'impegno dei ragazzi nell'insegnamento della religione cattolica e un domani, anche di altre fedi, poiché sono ormai molti nel nostro Paese gli alunni che professano altre religioni e mi riferisco anche ad altri impegni come la non violenza o quant'altro i ragazzi dovessero praticare. Tutto ciò dovrebbe essere un utile esercizio per diventare cittadini attivi, impegnati e servire non a dividere, ma ad educare i ragazzi ed i bambini al dialogo reciproco". Peccato che parli di un altro mondo.
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