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Buon anno
Buon anno scolastico, stavolta, soprattutto agli insegnanti. Trattati come
fastidiosi insetti dallo Stato e dalle famiglie, dai presidi e dai genitori.
Sottopagati, disprezzati, vessati, fotografati dai telefonini e messi su Youtube,
dipendenti di un ministero ignorante che sbaglia i test d’ingresso
all’Università e i temi della maturità, depressi, stanchi, precari a vita,
giudicati fannulloni o lobbisti dei libri di testo, condannati al frastuono di
una classe o, ancora peggio, al silenzio della medesima, costretti a tenere il
conto di debiti e crediti e a compilare pagelle con sigle e codici. E tre giorni
prima che si cominci, qualche pierre governativo ci viene a dire che tornerà il
tempo pieno, e che i nostri figli avranno di nuovo tabelline e grammatica.
Meraviglioso, ma chi ci crede? In tre giorni? Con migliaia di cattedre vuote?
Insegnare, in Italia: il mestiere più importante di tutti, tra tutti il più
ingrato
9 settembre 2007
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