GILDA DEGLI INSEGNANTI

PROVINCIA DI NAPOLI

Piazza G. Bovio, 22  scala D,  secondo piano,  interno 3

tel. 081/7944165,  fax 0812512845  -   email gildanapoli@gildanapoli.it

Home     |     News     |     Comunicati     |    Rubriche    |     Documenti     |    Sede provinciale    |     Cerca    |    Archivio     |     Scrivici
 


 



Trentino, bocciati gli esami di riparazione

I sindacati Cgil e Uil all'attacco: "Una retromarcia inaccettabile"



TRENTO. L'ipotesi di eliminare gli esami di riparazione in Trentino, sconfessando di fatto la riforma voluta dal ministro Fioroni, non piace ai sindacati. Dure Cgil e Uil: «La Provincia vuole sfruttare l'autonomia per risparmiare sforzi e soldi». Più possibilista la Cisl: «Il provvedimento ministeriale creerebbe in effetti dei problemi e di conseguenza se si potesse sfruttare l'autonomia per lasciare le bocce ferme ed organizzarsi meglio potrebbe anche essere positivo».

La situazione è di quelle delicate. La riforma del ministro Fioroni rispolvera gli esami di riparazione per ridare credibilità alla scuola e porre fine al problema, reale, dei debiti non saldati (in Trentino non lo è uno su tre). In pratica, gli studenti che non hanno saldato i debiti entro giugno o che hanno materie insufficienti, devono sistemare tutto entro il 31 agosto. Per questo devono essere attivati dei corsi durante l'estate per gli alunni che devono recuperare le materie e successivamente devono essere svolti gli esami. Solo a questo punto, se un alunno passerà gli esami, sarà promosso alla classe successiva. Altrimenti verrà bocciato. È questo passaggio a preoccupare la giunta provinciale.

Secondo il governatore Lorenzo Dellai «si corre il rischio di compromettere il regolare inizio dell'anno scolastico». Il timore è che i corsi di recupero e gli esami di riparazione scombussolino la stesura del calendario scolastico e l'organizzazione delle classi, minando il sistema. Per questo il Trentino sceglierebbe la via autonoma, lasciando tutto com'è ora. Con alunni promossi direttamente a giugno, con i debiti da saldare durante l'anno sucessivo. Una scelta che non piace a molti professori «arrabbiati ed indignati» e che lascia perplessi anche i sindacati. Vincenzo Bonmassar della Uil è convinto che la Provincia abbia la sindrome dell'Alpenvorland. «Dellai proclama l'autonomia speciale anche quando non ce n'è alcun bisogno. È una sciocchezza non applicare la riforma Fioroni perché abbiamo tutti gli strumenti per fare le cose per bene. Non si corre il rischio di bloccare l'inizio delle lezioni perché coi soldi che abbiamo si può risolvere tutto. La Provincia ha appena speso un milione per finanziare le scuole private, non vedo perché non possa sborsare 300.000 euro per organizzare a dovere questa riforma».
Un altro rischio è quello di creare un conflitto col resto d'Italia, dove gli studenti vengono promossi o bocciati a settembre, mentre in Trentino lo sono a giugno. Ma secondo Gloria Bertoldi (Cgil) la questione è politica e formativa. «Mi auguro sinceramente che la Provincia non segua la "via autonomia" solo per lavarsi le mani di fronte a un problema concreto, che va affrontato, e per risparmiare qualche euro che andrebbe speso per organizzare i corsi di riparazione estivi con professori esterni. L'obiettivo della riforma è quello di ridare credibilità al sistema scolastico pubblico, ponendo fine alla barzelletta dei debiti non saldati, e questo è un principio che tutti dovrebbero condividere».

Bruno Paganini della Cisl si dice «timidamente d'accordo» con la proposta della Provincia. «Il problema sollevato da Dellai è reale: i tempi per fare corsi ed esami e per dare forma alle classi sono stretti. Credo sia giusto rivedere il sistema dei debiti, ma però bisogna strutturare meglio gli esami di riparazione. Comunque, non mi piace il metodo usato dalla Provincia, perché il dialogo coi sindacati è importante ed in questo caso non c'è stato».

Cgil, Cisl e Uil si incontreranno lunedì per valutare la situazione. Intanto Antonio Di Seclì preside del «Prati» è convinto che «gli esami di riparazione creeranno problemi organizzativi» e per questo si dice d'accordo se la Provincia decidesse di "congelare" la riforma in Trentino.




18 dicembre 2007