|
Se la vittoria sportiva aiuta la scuola italiana .
. .
All’indomani della finale del Mondiale vinta dagli "Azzurri", il ceto politico
italiano, anche se in forme prevedibilmente diverse, ha sottolineato
l’importanza di quel successo sportivo per il sistema economico e sociale
italiano. Infatti, migliorerebbe, notevolmente, l’immagine del nostro Paese
all’estero (bisognerebbe, invero, chiederlo ai francesi e ai tedeschi!);
aumenterebbe la fiducia degli Italiani, che sarebbero, quindi, spinti a
consumare, in gran copia, prodotti del “made in Italy” (certo, il portafogli del
cittadino italiano medio non mi pare abbia tratto, ancora, grande giovamento
dalle ultime vicende sportive); la stessa attuale maggioranza parlamentare
trarrebbe legittimità dal trionfo di Berlino, visto che, come non si può mettere
in discussione una legittima vittoria, conseguita sul campo di calcio per pochi
centimetri, così - per taluni - si può governare una nazione complessa con poche
migliaia di voti in più rispetto al proprio competitore! Se queste opinioni sono
lecite - e, solo, in parte mi risultano fondate - bisognerebbe, allora,
riflettere sugli effetti positivi, che un simile ed inatteso volano economico,
come il successo in Germania dei nostri calciatori, è in grado di determinare in
termini di ristoro delle casse statali e di miglioramento dell’offerta dei
servizi pubblici, in primis scolastici.
Mi verrebbe da chiedere al Ministro Padoa Schioppa se l’incremento del P.I.L.,
almeno in parte, può essere utilizzato per migliorare l’offerta formativa, dato
che non si potrà in futuro avere un popolo costituito, soltanto, di campioni
sportivi, ma sarà, pure, necessario competere con gli altri Paesi europei in
altri ambiti della vita impegnativi e complessi. Magari, al fine di migliorare
l’offerta culturale del nostro Paese, si potranno utilizzare i notevoli (?)
proventi della vittoria sportiva, anche, per procedere, sin da ora, a qualche
nomina in ruolo in più nella scuola statale? Si potrà utilizzare quel plusvalore
economico per rinnovare i contratti in scadenza ai dipendenti della Pubblica
Amministrazione? Sulla busta-paga si giustificherà l’aumento (speriamo, non
risibile) con la voce, non ironica, “Contributo Campioni del Mondo”! D’altronde,
come ogni altro parametro, che contribuisce a comporre il nostro salario, anche
questo sarebbe tassabile! La vittoria di una squadra di atleti, che corrono
dietro ad un pallone di cuoio, diventerebbe, solo allora, patrimonio di una
intera nazione, che chiede un miglioramento effettivo della propria condizione
di vita giornaliera e, certo, non vuole che un trionfo sportivo "narcotizzi",
semplicemente, le sue legittime aspirazioni e richieste.
Gli antichi romani erano abilissimi nell’offrire “panem et circensens” alle
folle tumultuose e plaudenti nel catino del Colosseo e del Circo Massimo; il
calcio non diventi, ora, l’alibi perché venga riprodotto, in forme modernamente
soft, l’autoritarismo paternalistico, proprio di lontane epoche storiche e di
altri prototipi di governanti.
Rosario Pesce
15 luglio 2006 |