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I soldi per il tutor finanziano il "buco" degli
Esami di Stato
di R.P.
Lo ha chiarito Alba Sasso (Ulivo) presentando il provvedimento in Commissione
Istruzione alla Camera. Contraria la minoranza. Ma i deputati dell'Unione si
affrettano a chiarire che il provvedimento non significa che si voglia
cancellare il tutor.
Per più di un’ora, nella seduta del 14 giugno, la Commissione Istruzione della
Camera ha discusso del tutor previsto dalla riforma Moratti: in realtà
l’argomento all’ordine del giorno era la conversione in legge del decreto legge
n. 210 "Disposizoni finanziarie urgenti in materia di pubblica istruzione"
finalizzato a coprire le spese degli esami di Stato.
Ma quando la relatrice Alba Sasso ha chiarito che la copertura finanziaria (63,8
milioni di euro) proviene dai fondi previsti per il pagamento del tutor, la
discussione si è spostata proprio su questo punto.
La minoranza (in particolare Valentina Aprea e Fabio Garagnani di Forza Italia
oltre ad Emerenzio Barbieri dell’Udc) pur dichiarandosi favorevole al
provvedimento ha fatto rilevare il proprio dissenso sulle modalità di copertura
finanziaria.
"Tale scelta - ha sottolineato Aprea - sembrerebbe tradurre la volontà di non
proseguire il percorso iniziato per l'attuazione della funzione tutoriale dei
docenti, interrompendo conseguentemente la discussione aperta con le parti
sociali".
Numerosi gli interventi della maggioranza.
Antonio Rusconi (Ulivo) ha precisato che la decisione del Governo è un atto
obbligato ma che "non si traduce nella volontà di cancellare la figura del tutor".
Anche Andrea Martella (Ulivo) ha ribadito che "la copertura finanziaria è una
riduzione di autorizzazione di spesa e non un azzeramento di risorse destinate
alla figura del tutor".
Titti de Simone (Rifondazione) ha invece sottolineato l’opportunità di
"rimandare ad un'altra occasione la discussione sulla figura del tutor, che
peraltro è ancora oggetto di contrattazione sindacale".
Alba Sasso, nella replica conclusiva ha rilevato che "l'individuazione delle
risorse finanziarie nel provvedimento non rappresenta un escamotage per
sottrarre stanziamenti alla figura del tutor"
Il dibattito poteva insomma essere l’occasione, per le forze di maggioranza, di
mettere subito in chiaro che il tutor sarà azzerato; così non è stato, ma è
probabile che sulla cautela dei partiti dell’Unione pesi non poco il timore di
non riuscire a ottenere il via libera in Senato, dove potrebbe bastare l’assenza
di un senatore per impedire l’approvazione del provvedimento.
Nel dibattito è intervenuta anche il sottosegretario Letizia De Torre che ha
sottolineato che il provvedimento e la relativa modalità di copertura
finanziaria è stato illustrato al forum degli studenti e dei genitori.
"Si è voluto così condividere con le organizzazioni del settore - ha aggiunto De
Torre - gli orientamenti di un provvedimento così importante".
Sarà ora interessante conoscere le posizioni dei sindacati che, stando proprio
alle dichiarazioni della Sottosegrataria, non sono ancora stati consultati su
una materia che pure riguarda il rapporto di lavoro dei docenti.
17 giugno 2006 |