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Silurato on-line il dirigente scolastico regionale.
Palumbo apprende da internet il suo trasferimento d’ufficio a Bologna.
La Moratti impone l’ex sindaco della Lega di Varese accusato di concussione e
peculato.
di Giorgio Cecchetti
VENEZIA. L’ha saputo mercoledì consultando la più nota rivista sulla scuola, ora
anche on-line, «Tuttoscola». Carmela Palumbo, direttore dell’Ufficio scolastico
regionale del Veneto, è stata trasferita a Bologna dal ministro Letizia Moratti
per fare posto a Venezia al leghista Aldo Fumagalli, ex sindaco di Varese,
dimessosi anche per le accuse mosse contro di lui dalla Procura della sua città.
Non rilascia dichiarazioni Carmela Palumbo: «Sono un funzionario dello Stato» si
lascia solo sfuggire per spiegare che non può commentare le decisioni del suo
ministro. Ma è rimasta sicuramente sorpresa - per non dire altro - di quello che
le sta capitando. Dal punto di vista personale la sua situazione non cambia:
stesso incarico e stesso stipendio di Venezia a Bologna, lei abita a Rovigo,
quasi a metà strada dai due capoluighi di regione. Ma quel trasferimento non
l’aveva mai chiesto: alla Direzione regionale è arrivata nel 2001 ed è il
massimo dirigente scolastico veneto dal luglio 2004 (il suo contratto - i
dirigenti dello Stato hanno ora una rapporto di lavoro privatistico - scade tra
tre mesi).
Negli uffici di Riva de Biasio, sul Canal Grande dove da poche settimane si sono
trasferiti gli uffici, c’è fermento, meglio, subbuglio. Nessuno se l’aspettava e
molti le telefonano, anche coloro con cui si è scontrata e ha discusso, in segno
di solidarietà; i suoi collaboratori più stretti la attorniano, le stringono la
mano in segno di appoggio, lei risponde e sorride gentile a tutti. I suoi sono
disposti a giurare che non se ne andrà in silenzio, che non lascierà passare
questa decisione senza reagire e lo farà così come le consentono le norme che
regolano i rapporti di lavoro nel Pubblico impiego.
Sulla sua poltrona - dal 2 maggio, questo è la data che filtra dal ministero
dell’Istruzione - si siederà Aldo Fumagalli, ex direttore didattico e poi
preside del liceo classico di Varese. In distacco dalla scuola da numerosi anni
per fare il sindaco di Varese, carica dalla quale, però, ha dovuto dimmettersi
nel settembre dello scorso anno a causa dell’inchiesta della Procura della
Repubblica della sua città. Concussione, peculato e violazione della legge
Bossi-Fini sull’immigrazione, le pesanti accuse. Avrebbe fatto pressioni perchè
alcune belle e giovani rumene, di cui una clandestina, fossero assunte dalla
cooperativa sociale «Sette laghi».
«Un’accusa infondata» ha sempre risposto Fumagalli, che nel frattempo aveva
messo a frutto la sua esperienza nella scuola, ottenendo un posto di consigliere
al ministero dell’Istruzione, in pratica consulente della Moratti, che dieci
giorni fa gli ha fatto un contratto da dirigente, evidentemente in previsione
della futura mossa: utilizzando altri tre trasferimenti, questi richiesti, l’ha
sistemato a Venezia con un contratto superblindato da cinque anni.
Giunta la notizia, sono in tanti a sollevare dubbi e preplessità e a lanciare
accuse e non solo da sinistra. «Esprimo sconcerto - dice l’assessore provinciale
all’educazione Andrea Ferrazzi - per un decreto di nomina firmato da un ministro
che nella sostanza è già decaduto, ritengo questo atto arbitrario e ai limiti
della legittimità». «Mi chiedo quali siano i meriti e i titoli professionali -
continua l’assessore che chiede la revoca del trasferimento - del nuovo
direttore, alla luce della difficoltà e della complessità del ruolo che si
appresterebbe a ricoprire».
«E’ evidentemente un’operazione ad personam - dichiara Enrico Panini, segretario
nazionale Cgil - anche perchè si traferiscono alcuni direttori regionali
garantendo loro per altri anni contratti che sarebbero scaduti». «Altro che Roma
ladrona - sbotta Piero Ruzzante, deputato diessino - la Lega Nord chiede favori
e dimostra di utilizzare i peggiori metodi della prima Repubblica. Da notare,
tra l’altro, che nessuno ha mai messo in disucssione la professionalità e la
correttezza di Carmela Palumbo».
13 aprile 2006 |