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«Ha vinto il concorso», non era vero Precaria risarcita
per la delusione
All’insegnante di filosofia fu inviato per errore un
telegramma che le annunciava un «contratto lavoro a tempo indeterminato». Poi
l’amara sorpresa: era solo quarta
di Lavinia Di Gianvito
È stata precaria per 30 anni finchè un telegramma le ha regalato la notizia che
ormai non aspettava più: una cattedra a tempo indeterminato. Finalmente!
Purtroppo, però, il sogno non si è realizzato: il ministero dell’Istruzione si
era sbagliato. Delusa, ma anche furente, l’insegnante si è rivolta alla
giustizia, che le ha dato ragione: il Miur dovrà versarle duemila euro di
risarcimento per averla per averla trattata «come un’anonima pratica
burocratica». E dovrà anche saldare il conto delle spese processuali: altri 995
euro. Protagonista della vicenda è Paola Cerimoniale, 55 anni, insegnante di
filosofia, iscritta nella graduatoria permanente docenti con 197 punti, al
quarto posto. Dopo essersi barcamenata tra una supplenza e l’altra, il 7 agosto
2004 la prof riceve un telegramma con cui il Centro servizi amministrativi di
via Luigi Pianciani 32 la convoca per il successivo 25 agosto: dovrà accettare
un «contratto lavoro tempo indeterminato». Alla signora Paola non sembra vero.
Benchè in vacanza in Sardegna con la famiglia, tra cui la madre invalida, si
precipita a Roma. Ma il giorno dell’appuntamento un solerte funzionario le
comunica che si è trattato di un errore, che l’unico posto disponibile è stato
già assegnato. È una doccia fredda, ma la prof non vuole che il Miur la passi
liscia. Si rivolge al Codacons e, assistita dagli avvocati Carlo Rienzi e
Cristina Tabano, fa causa per ottenere il risarcimento dei danni.
Davanti al giudice di pace, Enrico Bonanni, il ministero dell’Istruzione ha
sostenuto che il telegramma era destinato a C.M., prima in graduatoria, e che
per sbaglio le Poste l’avevano inviato anche alla signora Paola e ad altre due
docenti. Ma la difesa non ha convinto il magistrato: «La creazione di
un’aspettativa illusoria - si legge nella sentenza - avrebbe richiesto, una
volta rilevato l’errore, un atteggiamento ben diverso rispetto a quello di
assoluta indifferenza che risulta essere stato tenuto». La prof, dopo essere
stata illusa dal telegramma, ha dovuto anche subire la freddezza dei dipendenti
di via Pianciani. Un comportamento inaccettabile, secondo il giudice, che ora il
Miur deve risarcire. E intanto la signora Paola, oltre ad aver vinto la causa, è
finalmente diventata un’insegnante di ruolo.
22 maggio 2006 |