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Più posti per gli ausiliari. Ma precari
Il 30% degli incarichi sarà coperto con i contratti a tempo
Più posti negli organici del personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Ma
saranno coperti dai precari. Un decreto interministeriale predisposto dal
ministro dell'istruzione di concerto con il ministro dell'economia e delle
finanze, trasmesso nei giorni scorsi alla Corte dei conti per la registrazione,
fissa in 256.696 unità la consistenza della dotazione organica del personale
amministrativo, tecnico e ausiliario per l'anno scolastico 2006/2007, ivi
compreso il personale stabilizzato (ex lavoratori socialmente utili) per effetto
del decreto interministeriale 20 aprile 2001, n. 65.
Il primo dato che risalta dalla lettura della tab. A allegata al decreto e
riprodotta in calce è un aumento di 981 unità di personale rispetto alla
dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2005/2006.
Un aumento che è la conseguenza, come si legge nel decreto, della
rideterminazione degli organici che tiene conto della consistenza della
popolazione scolastica, delle situazioni relative alle peculiarità strutturali e
logistiche delle istituzioni scolastiche, al tempo scuola dei diversi gradi di
istruzione, nonché delle diverse realtà territoriali, ivi compresi i comuni di
montagna e delle piccole isole. Apposite tabelle, sempre allegate al decreto,
definiscono inoltre i criteri e le modalità per la determinazione degli organici
rispettivamente per i circoli didattici, le scuole secondarie di primo grado e
gli istituti comprensivi di scuola dell'infanzia, primarie e secondaria di primo
grado, i licei, gli istituti tecnici e professionali, gli istituti d'arte e i
licei artistici per i convitti in presenza di soli convittori o di soli
semiconvittori. Più posti in organico che, accompagnati da una riduzione del
numero dei titolari di ruolo, portano a un aumento dei precari. Il modesto
aumento di posti in organico non produrrà, infatti, alcuna variazione nel
rapporto tra personale in servizio con contratto a tempo indeterminato e
personale in servizio con contratto a tempo determinato e ciò in ragione di due
fattori che incideranno su tale rapporto.
Il personale titolare in servizio con contratto a tempo indeterminato nell'anno
scolastico 2005/2006 che i dati ufficiale del ministero indicano in 173.493 si
ridurrà, combinando il numero della cessazioni dal servizio a qualsiasi titolo
decorrenti dal 1° settembre 2006 (il numero esatto non è stato ancora comunicato
dal ministero ma dovrebbe aggirarsi tra le 8 mila e le 9 mila unità), con le
3.500 nomine a tempo indeterminato autorizzate dal consiglio dei ministri,
intorno alle 5 mila unità, cifra che inevitabilmente contribuirà ad aumentare il
già notevole numero di personale in servizio a tempo determinato, sia di durata
annuale sia fino al termine delle attività didattiche, e che, sempre stando ai
dati ufficiali ministeriali, ammonta a 75.595 unità ai quali andranno aggiunte
qualche migliaia di altre unità sull'organico di fatto o per sostituire
personale comandato o assente a vario titolo. Per i circa 80 mila precari, che
rappresentano oltre il 30% del personale in servizio, continua pertanto il
calvario che per molti di loro dura da parecchi anni. Percepiscono, infatti, lo
stipendio iniziale della qualifica di appartenenza, la sede di servizio può,
indipendentemente dalla loro volontà, cambiare ogni anno e non hanno alcuna
possibilità di ottenere un trasferimento per riavvicinarsi alla famiglia. Una
condizione, quindi, di estremo disagio che potrebbe essere eliminata solo
attraverso una massiccia immissione in ruolo a copertura di tutti i posti in
organico privi di titolari.
9 maggio 2006 |