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Pochi consensi per Padoa Schioppa
Solo Bersani prende le difese del Ministro dell'Economia. Fioroni e Rutelli
contro i tagli a Istruzione e Cultura. La Gilda chiede che il presidente
Prodi smentisca subito le dichiarazioni di Padoa Schioppa
di R.P.
L’ipotesi formulata dal Ministro dell’Economia Padoa Schioppa di coinvolgere
anche la scuola nella manovra-bis da approvare entro il prossimo 10 luglio non
raccoglie più proteste che consensi, anche all’interno della stessa maggioranza.
Ai comunicati "di fuoco" dei sindacati confederali si sono aggiunte le
dichiarazioni di Rino Di
Meglio, coordinatore nazionale della
Gilda degli Insegnanti.
"Le affermazioni del Ministro Padoa Schioppa sulla scuola e gli insegnanti
- sostiene Di Meglio - sono brutalmente
in contrasto con il programma del Governo di cui fa parte, oltre a dimostrare
un’inaccettabile ignoranza sulla realtà scolastica di cui parla senza cognizione
di causa".
Ma la Gilda si spinge anche oltre e chiede
che il Presidente del Consiglio Romano prodi "intervenga a smentire rapidamente
il Ministro dell’Economia".
"In caso contrario - conclude il coordinatore nazionale - dopo poche
settimane, dall’insediamento bisognerebbe prendere atto che il programma
dell’Unione era solo uno scherzo".
E anche all’interno della compagine governativa la posizione assunta da Padoa
Schioppa non piace molto.
Il vice-premier e Ministro della Cultura Francesco Rutelli fa sapere che le
risorse del suo Ministero non possono essere ridotte nemmeno di un centesimo,
mentre il ministro dell’Istruzione Beppe Fioroni rende noto di aver già
istituito un gruppo di lavoro tecnico che avrà il compito di individuare
eventuali sprechi e che solo dopo una attenta analisi della situazione si potrà
parlare di revisione del budget del Ministero.
A sostegno di Padoa Schioppa interviene invece il ministro allo Sviluppo
Economico Pierluigi Bersani: "L’analisi del collega dell’Economia è corretta, la
manovra-bis non è eludibile".
Di avviso diverso il Ministro del Lavoro Damiano che sottolinea come una manovra
che colpisca il pubblico impiego sarebbe difficilmente comprensibile da parte
dell’elettorato.
Il problema è che il tempo stringe: la manovra va fatta subito e presentata alla
Commissione Europea entro la metà di luglio. Ci sono due settimane di tempo, le
confederazioni chiedono che la manovra venga discussa e concertata, ma intanto
nelle segreterie sindacali del pubblico impiego e della scuola incomincia a
circolare la parola "sciopero".
24 giugno 2006 |