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Padoa Schioppa mette in difficoltà la scuola
di R.P.
Blocco del turn-over, sospensione del piano di assunzioni, basta con gli
aumenti automatici e (forse) rinvio della trattativa contrattuale: sono queste
le misure che il Ministro dell'Economia avrebbe in mente per mettere in ordine i
conti pubblici. Ma i sindacati non ci stanno.
Nonostante le apparenze il quadro politico e sindacale della scuola non è né
semplice né sereno.
A complicare la situazione ci ha pensato nelle ultime ore il ministro
dell’Economia Padoa Schioppa che nell’incontro con i leader delle confederazioni
sindacali ha fatto chiaramente intendere che non solo non c’è possibilità di
aumentare il numero dei precari da immettere in ruolo ma che addirittura
bisognerà che anche la scuola faccia la sua parte per raggiungere l’obiettivo
della riduzione del deficit.
E già si parla di blocco del turn over e persino della sospensione degli aumenti
di stipendio automatici legati all’anzianità.
L’ipotesi più drammatica riguarda il rinvio delle trattative per il rinnovo del
contratto scaduto il 31 dicembre 2005, anche se ovviamente il Governo è al
lavoro per evitarlo; anche perché, se si dovesse davvero percorrere questa
strada, i sindacati, che finora hanno mostrato grande apprezzamento per ogni
iniziativa del Ministro, sarebbero in qualche modo costretti a prendere le
distanze se non addirittura a promuovere iniziative di protesta (non a caso c’è
chi - all’interno del sindacato - sta già parlando di sciopero generale del
pubblico impiego).
Il capitolo "Riforma" è altrettanto delicato.
In queste ultime settimane gli atti del Ministro sono piaciuti ai sindacati, ma
certamente una nota di poche righe sul portfolio non è sufficiente a ridare
serenità alla scuola del primo ciclo, dove le attese - alimentate dalle stesse
organizzazioni sindacali - erano ben altre.
Il fatto è che la revisione della riforma Moratti si sta rivelando un po’ più
difficile del previsto. Una ipotesi che sta emergendo è quella di approvare un
apposito provvedimento di legge che proroghi i tempi per la revisione e la
correzione dei decreti legislativi già approvati. Per chiarire: il decreto 59
sul primo ciclo poteva essere modificato entro il mese di settembre 2005; una
ulteriore proroga di 18 mesi consentirebbe di apportare modifiche entro marzo
2007.
Ma intanto nella stessa maggioranza i contrasti non accennano a diminuire.
Proprio in queste ore la responsabile scuola di Rifondazione, Loredana Fraleone,
è intervenuta per mettere in evidenza alcune pesanti contraddizioni: mentre il
programma dell’Unione, sostiene in sintesi Fraleone, prevede la completa
revisione del sistema del II ciclo, in molte Regioni, anche di centro-sinistra,
prosegue la sperimentazione dei percorsi integrati di istruzione-formazione
professionale che sono la negazione del progetto di estensione dell’obbligo
scolastico a 16 anni.
Fraleone non lo dice esplicitamente, ma la sua sembra anche una polemica
indiretta nei confronti di Cgil e Cgil-Flc che stanno aprendo la trattativa del
contratto della Formazione professionale dando per scontato che la formazione
faccia pienamente parte del sistema di istruzione/formazione e che serva anche a
ridurre la dispersione scolastica.
Fortunatamente per il Governo, nelle scuole c’è ormai aria di vacanza, ma
sarebbe un errore non presentarsi preparati al suono della campanella di inizio
d’anno: il sostegno dei sindacati potrebbe non bastare a Fioroni. Il "caso
Berlinguer" dovrebbe aver insegnato qualcosa.
17 giugno 2006 |