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Per risparmiare, meno insegnanti e classi più grandi
Il Tesoro vuole ridurre il personale della scuola. E
sulle pensioni si studia la chiusura delle “finestre”
di
Pie. P.
ROMA Per aggiustare i conti il governo dovrà sicuramente aumentare qualche
entrata, ma contemporaneamente dovrà tagliare qualche spesa. I capitoli su cui
si può intervenire sono sempre quelli: pensioni, pubblico impiego, sanità ed
enti locali. Che insieme fanno quasi tutta la spesa pubblica italiana. Le
ipotesi su cui si sta lavorando sono più o meno note. Più difficile capire se ci
sarà una maggioranza in Parlamento disposta a votare misure così dolorose.
Pensioni. Per risparmiare sulla previdenza la strada è essenzialmente
una: ritardare di qualche anno (o anche solo di qualche mese) il pensionamento
di chi sta per andare a riposo. La riforma di Tremonti e Maroni ha elevato
sensibilmente l’età pensionabile, ma soltanto dal 2008. In campagna elettorale
il centrosinistra si è impegnato a smussare questo brusco innalzamento dell’età
per andarsene (il cosiddetto “scalone”) e uno dei modi per farlo sarebbe quello
di anticipare al 2007 i primi effetti della riforma, per poi renderla più
graduale negli anni successivi. Un intervento del genere porterebbe qualche
beneficio al bilancio del prossimo anno, ma niente di eclatante (secondo le
stime, il primo anno della riforma Tremonti produce appena 500 milioni di
risparmio). Più efficace sarebbe la cosiddetta “chiusura delle finestre”, cioè
ridurre a due (anziché quattro) i momenti dell’anno in cui chi ha raggiunto
l’età può effettivamente andarsene.
Dipendenti pubblici. Bloccare per due anni il rinnovo dei contratti (e
quindi gli stipendi) non darebbe alcun apporto alla manovra di Padoa-Schioppa,
perché quei soldi non erano mai stati previsti da Tremonti. Per trovare veri
risparmi quindi ci vuole, oltre alla moratoria dei contratti, anche altro. Per
esempio, applicare un rigido blocco delle assunzioni anche in quei settori che
finora sono stati risparmiati: scuola, militari, corpi di polizia. Ieri il
ministro ha accennato in particolare all’intenzione di ridurre il personale
nella scuola. «Non è possibile che ci siano classi con tre insegnanti per
quindici bambini» avrebbe detto Padoa-Schioppa. Il governo vuole forse tornare
al maestro unico nelle elementari? Difficile, anche perché tre maestri che si
alternano su tre classi costano come un solo maestro su una sola classe. Semmai
sembra più probabile che si punti a mettere insieme classi più numerose.
Sanità ed enti locali. Per la sanità si parla molto di ticket. Non tanto
di un ritorno del ticket sui farmaci, quanto del pagamento di una somma per chi
viene ricoverato in ospedale, magari con tariffe proporzionate al reddito del
paziente. Oltre ad aumentare le entrate, si spera che una misura del genere
porti anche qualche risparmio disincentivando il ricovero facile. Quanto agli
enti locali, dovranno ridurre i loro deficit. Il governo però si impegnerà a non
mettere più il naso su come comuni, province e regioni ripartiscono le loro
risorse: conta solo il saldo finale.
23 giugno 2006 |