GILDA DEGLI INSEGNANTI

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I presidi: mancano fondi per pagare i supplenti

Le risorse diminuite di un quarto. Zenga: ma i contributi sono in arrivo
Appello ai genitori di elementari e medie: «La situazione è grave»



di Annachiara Sacchi

L’avviso è appeso davanti alle quattro elementari del circolo didattico Galvani. Poche righe per informare i genitori di 1.200 bambini che, «a seguito delle continue restrizioni di fondi statali», le risorse per il funzionamento del plesso «sono insufficienti», che «manca il denaro per supplire i titolari assenti», che è «impossibile pagare la tassa dei rifiuti», che «la situazione è critica». Scuole senza fondi. Non solo la Galvani (con le sedi di via Galvani, Bastioni di Porta Nuova, via Muzio e via Bottelli), ma decine di elementari e medie alle prese con budget sempre più esigui. Perché i tagli sono uguali per tutti: le risorse sono diminuite di circa un quarto rispetto allo scorso anno. E i presidi avvertono: «Dobbiamo fare economia sulle fotocopie, sui detersivi, sulla carta igienica».

Mozioni di consigli di istituto, denunce, circolari. Le scuole si mobilitano contro l’ austerity . Dalla Casa del Sole alla Martinengo, dalla Mugello Mezzofanti alla Bergognone. «Tenendo conto della recente integrazione di fondi da parte del ministero - spiega Alberto De Donno, preside della Galvani e firmatario della lettera aperta alle famiglie - rispetto all’anno scorso abbiamo "perso" oltre quattro mila euro, circa il 24 per cento».

Non resta che chiedere aiuto ai genitori, sostenitori «attivi» delle casse scolastiche (alla Rinascita contribuiscono al budget per il 55,7 per cento). «Non vogliamo - precisa De Donno - sottoscrizioni di fondi, ma il coinvolgimento di tutti nell’indicarci associazioni e ditte che forniscano alla scuola materiali nuovi o dismessi». Anche le promozioni commerciali saranno gradite, «ma senza svendere la scuola». E senza sponsor privati. Perché il timore è sempre lo stesso: «Che ne risenta la qualità dell’insegnamento».

Bilanci in crisi. Ci sono da pagare le telefonate, internet, l’odiatissima tassa comunale sull’immondizia. Poco importa che a febbraio il ministero dell’Istruzione abbia stabilito per la Lombardia un aumento di fondi di oltre 7 milioni di euro. «Non sono ancora arrivati», dicono gli insegnanti. «E comunque - aggiunge Patrizia Quartieri, insegnante in via Bergognone - la situazione non è risolta». Alla Martinengo, denuncia una maestra, mancano i soldi per pagare i supplenti: «Si chiamano solo se le assenze sono di almeno 5 giorni». Toni accesi e un clima di protesta. «Ma - rassicura il provveditore di Milano, Antonio Zenga - le risorse sono in arrivo. Anche se è vero che le spese delle scuole sono tante».


10  marzo 2006