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Incidenti in gita, docenti incolpevoli
Insegnanti perseguibili solo per negligenze
imperdonabili
Ancora un agghiacciante episodio di morte per una bravata notturna tra studenti,
in viaggio di istruzione organizzato dalla scuola. Un ragazzo diciassettenne,
allievo di un istituto tecnico di Correggio (provincia di Reggio Emilia), nel
tentativo di penetrare attraverso la finestra nella camera dove erano ospitati
alcuni compagni, è precipitato dal quinto piano, schiantandosi sui lucernai
della sala ristorante dell'albergo, dove era alloggiato. A causa dell'impatto
violentissimo, il ragazzo è morto sul colpo.
Si tratta dell'ennesima tragedia di una lunga serie (otto casi, dal 1990) di
episodi similari, accaduti nell'occasione di viaggi di istruzione. Una bravata,
fatta per scherzo, che si trasforma repentinamente in dramma. Tentativi di
scalate notturne per penetrare dalla finestra nelle stanze dell'albergo che
ospitano i compagni, o rischiosi passaggi da una stanza all'altra attraverso il
cornicione, hanno determinato eventi quasi sempre letali per studenti in viaggio
con la scuola.
La ripetizione dei fatti induce a chiedersi il motivo di sfide contro pericoli
così gravi, nonostante i luttuosi precedenti noti a tutti, che certamente
spingono i docenti accompagnatori a continui, ma inutili, ammonimenti.
Occorre considerare che il ragazzo vive durante il viaggio un momento ´magico'
di libertà, con l'inevitabile tentazione di sperimentarla. Perciò, il viaggio di
istruzione e le attività ad esso connesse vengono influenzate dall'atmosfera di
goliardica euforia e di totale spensieratezza tipiche dell'età degli allievi, ma
accresciute dalla particolare occasione. Questi stati d'animo, influenzati
dall'esigenza di fare nuove esperienze, anche con disprezzo (o scarsa
valutazione) del rischio, danno una particolare connotazione ai viaggi di
istruzione come fatti implicanti gravi responsabilità per i docenti
accompagnatori. Tali iniziative, tuttavia, anche se costituiscono impegni più
gravosi per impreviste e imprevedibili situazioni di pericolo (quasi sempre
determinate dalle iniziative ´straordinarie' o dalle bravate degli stessi
studenti) costituiscono per i giovani importanti momenti di crescita comune. La
possibilità data agli allievi per mezzo del viaggio di istruzione di vivere e
scoprire insieme, realtà diverse da quelle abituali e problematiche ambientali
nuove, non è realizzabile attraverso differenti iniziative conoscitive e
ricerche specifiche. La consapevolezza di ciò e la naturale disposizione a non
sacrificare le esigenze degli studenti, anche a fronte di una propria maggiore
responsabilità, spinge i docenti ad assumere impegni più gravosi rispetto alla
lezione in classe o all'attività svolta a scuola. Questa stessa consapevolezza
spinge i genitori ad esporsi all'ansia suscitata dai rischi del viaggio e
all'angoscia che la lontananza dei figli da casa può determinare. Il regime di
responsabilità del docente è costituito dall'obbligo della vigilanza sugli
alunni (minori), finalizzata all'ordinato svolgimento dell'attività didattica, a
garantire a tutti la fruizione dell'insegnamento e ad assicurare l'incolumità
degli allievi durante la permanenza a scuola e, comunque, nello svolgimento di
iniziative (anche svolte all'esterno della scuola) di carattere didattico, o
genericamente culturale, o ricreativo, o sportivo. Il docente risponde per
situazioni dannose collegabili a fatti connessi a obblighi di vigilanza degli
alunni solo se determinate intenzionalmente o riferibili a gravi omissioni o
negligenze o imprudenza, nell'esercizio della funzione di vigilanza. Il regime
della responsabilità del docente durante lo svolgimento del viaggio di
istruzione non è diverso da quello applicabile nelle normali situazioni di
attività scolastica svolta all'interno della classe o dell'edificio scolastico o
all'esterno. Diversa è certamente la situazione alla quale va adeguata
l'attenzione e la vigilanza del docente accompagnatore per essere immune da
colpa grave, in relazione alla prevedibilità di eventi dannosi che possano
essere scongiurati mediante un'accorta opera di prevenzione. Ma proprio questo è
l'elemento che deve essere considerato con riguardo al luttuoso episodio in
questione e, più in generale, con riguardo alle situazioni che si possono
verificare durante i viaggi di istruzione (o le visite guidate). Occorre,
comunque, considerare che è assai difficile sia ipotizzare, sia contrastare le
iniziative degli studenti intenzionalmente costruite e mirate ad eludere la
vigilanza dei docenti, specie durante i viaggi di istruzione.
Le sortite clandestine dei ragazzi dall'albergo dove sono ospitati, aggirando la
sorveglianza anche del portiere di notte, per una semplice passeggiata notturna
o per una fuga in discoteca, appartengono all'antologia delle esperienze dei
viaggi di istruzione. Non è impossibile dissuadere gli studenti (anche se la
ricorrenza degli episodi sembra dimostri il contrario), soprattutto quelli
nell'età tipica di sfida del pericolo e della sorveglianza, dallo sperimentare
comportamenti di totale trasgressione delle regole stabilite. Ma certamente non
possono essere riferiti ai docenti sotto il profilo della colpa grave, della
negligenza e dell'imprudenza, atti che non si riesce a contrastare nemmeno con
provvedimenti aspramente repressivi. Provvedimento che spesso, al contrario, ri
rivelano controproducenti.
11 aprile 2006 |