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Sono 16.606 gli insegnanti in pensione dal settembre
2004
di G.G.
Sono 16.606 i docenti italiani andati in pensione dal 1° settembre 2004. Un
numero di gran lunga superiore rispetto alle previsioni e che conferma quanto
gli studi e le ricerche proiettive di questi ultimi anni avevano previsto, cioè
la cosiddetta fuga dalla scuola per una serie di motivazioni.
Al primo posto tra le regioni c’è la Campania che con i 1.600 insegnanti che
hanno lasciato l’insegnamento raggiunge il 10 %. Fin qui i dati sintetici del
Miur.
Analizzando quantitativamente i dati, è possibile dedurre che ci troviamo solo
ad un preannuncio di quello che avverrà da qui al 2008 quando è previsto che si
registrerà un vero e proprio esodo, come mai si è verificato nella secolare
amministrazione scolastica italiana. Lasceranno la scuola oltre trentamila
insegnanti.
Mancando nella scuola italiana la cultura della informazione sulla professione,
non pochi insegnanti temono di non poter più uscire dalla scuola se lo volessero
di lì a qualche anno oltre l’entrata in vigore del nuovo regime pensionistico.
La verità è che dal settembre 2008 si potrà lasciare la scuola con 57 anni d’età
e almeno trentacinque di contributi. Dopo quella stessa data occorreranno 40
anni di contributi o 60 di età e 35 di contributi d’età. Non mancano neppure
coloro che paventano di non poter ricevere la tanto auspicata liquidazione di
fine rapporto e di vedere, così, fallire sogni alimentati da decenni.
Potrebbe, d’altra parte, essere un’occasione di svecchiamento del nostro corpo
docente che, come è stato più volte evidenziato, risulta essere il più vecchio
tra i Paesi della Comunità Europea. È questo un altro paradosso del sistema
scolastico italiano: volersi rinnovare, cioè migliorarsi attraverso una riforma
globale senza, tuttavia, incrementare il ricambio degli insegnanti anche
incentivandone lo svecchiamento.
Potrebbe essere, tuttavia, una boccata d’ossigeno per le centinaia di migliaia
dei decennali precari che incessantemente bussano alla porta della scuola.
Occorrerà vedere la politica scolastica che sarà assunta da questa o da una
nuova maggioranza governativa.
17 gennaio 2006 |