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Prof in fuga dalle cattedre
SPORTELLO SCUOLA
L´esodo legato solo in parte alla riforma del sistema pensionistico. Tra le
cause anche un diffuso senso di disagio
A settembre in pensione in Campania oltre 3 mila docenti
Lo Snals: "Nelle secondarie di secondo grado si respira un clima di incertezza"
Si prevede un consistente aumento del numero degli insegnanti precari
di Bianca De Fazio
Due mesi fa i giornali locali e nazionali si soffermarono a lungo sulla fuga
dalla scuola. Non quella degli studenti. Quella, piuttosto, dei docenti andati
in pensione. Tanti, molto più numerosi di quanto si prevedesse. Ed ora spuntano
i primi dati circa i professori che andranno in pensione a partire dal prossimo
settembre. Oltre 3.300 solo in Campania.
Un vero e proprio esodo. Che riflette quello ancor più imponente registrato a
livello nazionale: se nel settembre scorso hanno smesso di lavorare 16.606
insegnanti in tutta Italia, a settembre prossimo i prof che lasceranno il loro
ruolo supereranno quota 27 mila. I pensionamenti aumenteranno, insomma, di oltre
il 62 per cento. I dati sono, per ora, di fonte sindacale, perché il ministero
per l´Istruzione ancora non ne ha diffusi di ufficiali. Solo a maggio verranno
comunicati i numeri esatti, perché gli uffici possano provvedere alle pratiche
per erogare le pensioni.
Un esodo solo in parte annunciato: la riforma delle pensioni ha messo fretta
agli insegnanti, e l´approssimarsi del primo gennaio 2008, data a partire dalla
quale sarà più difficile accedere al diritto del trattamento pensionistico di
anzianità, ha convinto molti a ritirarsi appena possibile.
Il "si salvi chi può" minaccia, però, la scuola, che anche alla luce di questi
dati vedrà un ulteriore aumento di precari. E se in Campania saranno 3.300 a
lasciare le cattedre, le nuove immissioni in ruolo non supereranno, secondo le
prime stime, quota 2 mila. Così l´esercito degli insegnanti precari crescerà, ma
con ben poche aspettative di stabilizzazione, se il prossimo governo non
provvederà ad assumere un numero consistente di insegnanti a tempo
indeterminato.
La Moratti ne ha previsti 20 mila, per il prossimo settembre, ed altri 10 mila
per l´anno successivo. Immissioni che copriranno solo una piccola parte dei
pensionamenti annunciati. E che neppure riusciranno più di tanto a svecchiare un
corpo docente che è tra i più anziani d´Europa: qui da noi un insegnante su due
ha più di 50 anni, solo 1 su 100 ne ha meno di 30. Ed i precari non sono molto
più giovani se è vero che le ultime assunzioni di prof nelle nostre scuole hanno
abbassato l´età media di chi siede in cattedra di nemmeno un anno (da 48.8 a
48.2 anni di media).
In Campania sono stati 2.245 i docenti collocati a riposo quest´anno. Una cifra
già considerevole, ma che sembra poca cosa rispetto agli oltre 1000 insegnanti
in più che andranno in pensione di qui a 6 mesi, 3.309, secondo lo Snals. Ma il
suo segretario, Gino Galati, precisa che molti prof vanno in pensione non per
raggiunti limiti di età o per paura delle riforma che si avvicina, ma «per il
diffuso clima di incertezza e di sfiducia che si respira nelle scuole,
soprattutto nelle secondarie di secondo grado, per il disagio tra i docenti nei
confronti di una riforma dai molti aspetti ancora non definiti e che impone
nuovi oneri senza compensi ad essi corrispondenti».
Per non parlare del diffuso disagio esistenziale, delle frequenti malattie
psichiatriche che colpiscono la categoria, e che la portano sino all´"inabilità
al servizio". Basti pensare che su 100 prof che vanno in pensione, solo 20 lo
fanno per raggiunti limiti d´età.
27 marzo 2006 |