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Farinelli (Margherita):
"E' urgente affrontare il problema delle risorse e degli organici".
di Reginaldo Palermo
Con questa intervista a Fiorella Farinelli, responsabile scuola della
Margherita, cerchiamo di incominiciare a delineare i possibili scenari che si
apriranno nelle scuole a partire da settembre.
A Fiorella Farinelli, responsabile del Dipartimento Scuola della Margherita
abbiamo posto alcune domande sugli scenari che si apriranno nelle scuole subito
dopo la formazione del nuovo Governo
Nell’immediato, nei primi mesi di Governo, cosa bisognerà fare?
Personalmente non ho dubbi: per prima cosa bisognerà trovare risorse finanziarie
da trasferire alle scuole per ricostruire le condizioni che possa consentire
alle istituzioni scolastiche di garantire il funzionamento ordinario.
Nè si potrà dimenticare il problema degli organici, in modo da consentire alle
scuole di rispondere alle richieste delle famiglie.
Ma a settembre le scuole del primo ciclo dovranno ancora fare i conti con le
norme del decreto legislativo59?
Penso di no: nel decreto applicativo per il primo ciclo ci sono diverse cose da
mettere a posto, come per esempio il problema degli anticipi e quello del tempo
pieno.
Vuol dire che ci sarà un provvedimento di legge durante l’estate?
Questo non lo so: non ho studiato il problema del tipo di strumento da
utilizzare, ma certamente occorrerà dare subito dei segnali di discontinuità
rispetto alla riforma Moratti.
La questione degli anticipi nella primaria è molto delicata: le famiglie
hanno mostrato di gradire ed eliminare questa novità potrebbe significare, di
fatto, alimentare nuovamente il "mercato" delle "primine" gestite dalle scuole
private.
E’ vero, infatti io penso che questo problema vada affrontato tenendo conto
delle specificità locali; non escludo che su questo punto le scuole possa
decidere in modo autonomo in accordo con gli Enti Locali.
Che fine faranno le Indicazioni Nazionali ? Ci sarà una Commissione per
riscriverle?
Personalmente non credo che debbano esistere indicazioni nazionali: penso invece
che si debbano valorizzare l’autonomia delle scuole e delle realtà locali.
Ovviamente il "centro" dovrà definire con chiarezza livelli di competenze e
standard validi per tutto il territorio nazionale.
Una intervista più ampia e completa verrà pubblicata sul prossimo numero della
rivista.
15 aprile 2006 |