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Fioroni all'esame della legge Moratti
Il viceministro Bastico interprete delle ragioni
abrogazioniste
´Una scuola di tutti e per tutti'. È nel senso della distensione la prima
dichiarazione del neoministro dell'istruzione, Giuseppe Fioroni, rilasciata alla
marcia di Barbiana, in ricordo di don Milani. Una dichiarazione perfettamente in
linea con il curriculum di Fioroni: medico, esponente della Margherita, uomo
vicino al presidente del senato, Franco Marini, è un cattolico credente,
cresciuto alla scuola politica della vecchia Dc. Moderazione e mediazione,
insomma, e un buon rapporto con la Curia, hanno convinto il leader dell'Unione,
Romano Prodi, a sceglierlo per la poltrona incandescente di viale Trastevere.
Già, perché mantenere la barra al centro sulla scuola sarà difficile e
richiederà una buona dose di equilibrio, soprattutto sul fronte della riforma
Moratti e della sua sopravvivenza. I rapporti delicati, spesso intricati con le
molteplici componenti del mondo scolastico (docenti, dirigenti, amministrativi,
sindacati, scuole private, regioni, comuni), sono costati la poltrona a Luigi
Berlinguer e molte tensioni alla Moratti, anche interne al governo.
Con il decreto legge n. 181/2006, Prodi ha scisso il dicastero che è stato di
Letizia Moratti. Fioroni, preferito alla candidata della prima ora, Rosy Bindi
(pur essa Margherita e andata al neodicastero della famiglia), alla sola
istruzione (che non riacquista l'aggettivo pubblica), e Fabio Mussi, esponente
di rilievo del cosiddetto correntone dei Ds, all'università e ricerca. Nella
pratica del manuale Cencelli, i due ministeri sono andati ai partiti di
maggioranza dell'Unione.
Attenzione agli equilibri di coalizione, con un occhio alle aspettative dei
settori, anche nella scelta dei sottosegretari. A viale Trastevere approda, come
viceministro, Mariangela Bastico. Assessore dall'istruzione dell'Emilia Romagna
(Ds), la Bastico si è conquistata sul campo la guida del movimento anti-Moratti.
E sarà probabilmente proprio lei ad avere la delega sull'attuazione della
riforma della scuola. Accantonata già nel programma dell'Unione l'ipotesi di
un'abrogazione totale della legge n. 53/2003, come l'ala più radicale della
sinistra avrebbe invece voluto, alla Bastico il difficile compito di proporre
interventi correttivi. Il primo banco di prova sarà la sperimentazione dei nuovi
licei, che la Moratti aveva autorizzato a partire dal prossimo settembre e che
il neoministro potrebbe decidere di bloccare. Revisione del diritto-dovere,
misure a garanzia dell'autonomia scolastica, e forse anche nuovi esami di
maturità, gli altri temi che potrebbero impegnare il primo anno di governo. E
non è da escludere che, in sede di stesura della prossima legge finanziaria,
riaffiori un nuovo sistema di finanziamento degli istituti paritari.
In questi giorni saranno definite anche le deleghe per i sottosegretari
all'istruzione Gaetano Pascarella e Letizia De Torre. Medico il primo, ex
sindaco del comune di Maddaloni e vicepresidente della commissione difesa al
senato della passata legislatura, è rappresentante di rilevo per i Ds della
Terra di lavoro. Assessore alle politiche sociali del comune di Trento,
cresciuta nelle file della Margherita, insegnante di matematica e attualmente
deputata dell'Ulivo, la seconda.
Fioroni sta intanto procedendo alla nomina della squadra di diretta
collaborazione: il capo gabinetto sarà Lucio Alberti, viceprocuratore generale
della Corte dei conti del Lazio, con esperienze governative alle spalle al
ministero del lavoro di Tiziano Treu (1997). All'università e ricerca, Mussi può
contare sull'apporto di Luciano Modica (Ds) e di Nando Dalla Chiesa (Ulivo).
Modica, già rettore della conferenza dei rettori delle università, è il
candidato naturale alla delega per i rapporti con il mondo universitario. Anche
in questo caso, già fatto il nuovo capo di gabinetto: sarà Oberdan Forlenza,
consigliere del Consiglio di stato, già al governo con Walter Veltroni al
ministero dei beni culturali
23 maggio 2006 |