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LE ELEZIONI DELLE RSU E LA GILDA
di Gianfranco Giovannone
Dal 4 al 6 dicembre 2006 si vota per il rinnovo delle RSU. Per molti – me
compreso – le Rappresentanze sindacali di base evocano solo defatiganti e
puntigliose trattative con il dirigente scolastico per la distribuzione degli
spiccioli del Fondo di istituto. Più che entusiasmo, sbadigli. Ma snobbare le
elezioni sarebbe un errore gravissimo. Per un motivo semplice e micidiale: anche
attraverso il numero degli eletti nelle RSU (oltre che attraverso il numero
degli iscritti), si stabilisce se un determinato sindacato può ambire alla
definizione di “sindacato maggiormente rappresentativo” e quindi partecipare,
per esempio, alle trattative per il rinnovo del contratto nazionale.
Una condizione che non preoccupa certo le megaburocrazie confederali ma che la
Gilda deve conquistarsi volta per volta, ogni volta è la sua stessa
sopravvivenza a essere messa a repentaglio.
Pur non essendo personalmente iscritto ad alcun sindacato, ho molta simpatia per
la Gilda, soprattutto per la battaglia che conduce da decenni affinché si arrivi
alla contrattazione per soli docenti, non riuscendo sinceramente a vedere quali
problematiche possiamo avere in comune con bidelli e impiegati di segreteria, e
certo non basta accomunare tutti sotto la grottesca etichetta di “lavoratori
della conoscenza” per convincermi del contrario. E sono convinto che la maggior
parte dei docenti che frequenta docentinclasse.it, condivide la mia opinione.
Ma non è il solo motivo per cui guardiamo alla Gilda con simpatia. La Gilda non
è solo un sindacato, ma è un’associazione professionale di docenti, e i suoi
dirigenti provinciali e nazionali, eletti democraticamente, sono tutti e solo
insegnanti non provengono dai postelegrafonici o dai ferrovieri come purtroppo
spesso succede nei sindacati confederali. E si sente: si sente nel linguaggio,
nelle tematiche, nella sensibilità davvero vicine a quelle di tutti gli
insegnanti.
Ed è soprattutto per questi motivi che, nel mio Perché non sarò mai un
insegnante scrivevo che “ l’unico sindacato che si è battuto per proclamare la
centralità della professione docente, la dignità del nostro lavoro senza se e
senza ma è la Gilda, l’unico nel quale si potrebbe stare senza disagio”.
Aggiungendo però una coda velenosa in cui parlavo di rumours su una sua
vicinanza al centro destra. Una coda di cui non posso fare autocritica perché i
rumours c’erano davvero, quasi sicuramente voci pretestuose che si riferivano ad
un momento particolarissimo della storia dell’associazione. In realtà, dopo aver
conosciuto una parte notevole del popolo e dei dirigenti locali della GILDA
quando sono andato a presentare il mio libro nelle loro assemblee – a Pescara,
Bologna, Roma, Napoli, Terni, Ferrara, ecc. –ho verificato che l’orientamento
personale prevalentemente di sinistra o di centro-sinistra di tanti colleghi che
ho conosciuto, non inficia l’autonomia che nei suoi documenti ufficiali la GILDA
ha sempre rivendicato gelosamente da qualsiasi schieramento politico, e anche
per questo la apprezziamo.
Quindi invitiamo tutti gli insegnanti che seguono con simpatia docentinclasse.it
a mettere da parte le proprie riserve a proposito della funzione delle RSU e a
presentare candidati per la Gilda nel maggior numero di scuole possibile, se
vogliamo che la Gilda continui a esistere e a rappresentarci nelle trattative
locali ma soprattutto in quelle nazionali, magari ancora con più determinazione
se uscirà rafforzata da queste elezioni.
Ricordiamo che le candidature vanno presentate entro il 4 novembre 2006.
Gianfranco Giovannone
30 settembre 2006 |