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L’Unione: “Contrordine,
precari”
Slitta l’abrogazione delle norme, d’accordo
Cgil-Cisl-Uil
Protesta verso politici e sindacati. Rifondazione attacca
Di
Vincenzo Brancatisano
C’è delusione e rabbia nel mondo della scuola. Alla vigilia delle immissioni in
ruolo, e a un mese dagli incarichi annuali, gli insegnanti fanno i conti con
quello che definiscono “il
tradimento delle promesse elettorali” da parte del governo e protestano
contro i sindacati. Brucia molto la mancata “copertura di tutte le cattedri
vancanti” e il “superamento del precariato”, cioè la promessa che forse ha
determinato la risicata vittoria elettorale. Ma ad infiammare gli animi è il
doppio punteggio previsto per chi ha insegnato in montagna, in carcere e nelle
isole minori, che per l'inerzia legislativa causerà anche quest’anno ingiusti
scavalcamenti in graduatoria. “Ingiusti” anche perché il contestato meccanismo è
stato già definito “scandaloso” dai
politici modenesi, prima delle elezioni. Il vice ministro Bastico, l’ex
ministro Giovanardi, l’on. Manzini e altri avevano firmato addirittura
firmato una pubblica petizione per la sua abolizione e per questo la Bastico
era diventata un simbolo di speranza, come si legge in vari forum on line. Il 29
maggio scorso, la
deputata Ds, Manuela Ghizzoni (poi divenuta membro della Comissione
Istruzione della Camera), assieme al
compagno di partito sen. Giuliano Barbolini, in un’assemblea della Gilda
avevano promesso il loro impegno per l’abolizione della norma, creando
aspettative anche grazie a un suo fitto scambio epistolare con i precari. Non
sapevano, gli insegnanti, che i parlamentari modenesi, usciti dalla riunione
della Gilda, avrebbero incontrato i rivali sindacati modenesi
Cgil-Cisl-Uil-scuola. Non è provato che i politici si siano lasciati influenzare
dalla Triplice,
che pure dice e scrive di contestare il superpunteggio. Tuttavia si scopre
che al termine di una riunione modenese avvenuta il 20 giugno, i confederali
hanno espresso “soddisfazione” in quanto hanno “registrato da parte del
Senatore Barbolini e dell'Onorevole
Ghizzoni, interesse in merito alle problematiche toccate”. E una delle
problematiche toccate è stata risolta in questo modo: “Essendo ormai i tempi
insufficienti per le modifiche di legge –
si legge in un documento congiunto dei tre sindacati – le future nomine
manterranno i criteri di attribuzione del punteggio vigenti, questo per non
creare nuove incertezze in coloro che andranno a scegliere ad agosto prossimo”.
Altro che abrogazione, questo è un rilancio della norma. Ma non è finita. Il 5
luglio la Ghizzoni firma la Risoluzione parlamentare n. 7-00017, consultabile
sul sito
www.vincenzobrancatisano.it, tesa, come fa sapere ai precari
via email, “ad adottare le necessarie iniziative idonee” ad abrogare, tra
l’altro il superpunteggio. Mai abrogato. E mentre il sen. Manzione (Margherita)
chiede un decreto legge per abolire con urgenza il punteggio “che penalizza
ingiustificatamente i docenti”, arriva una doccia fredda. L'altra sera, in una
riunione romana, la Bastico annuncia che del doppio punteggio si parlerà solo
fra qualche mese, nell’ambito di un disegno di legge, forse quello della
prossima finanziaria. Erano presenti i precari. “Sono profondamente deluso, non
posso commentare altrimenti l'esito dell'incontro”, scrive un docente sul forum
www.precari.org. “Ancor più grave giudico la dichiarazione di non poter
intervenire, dopo gli impegni presi da molti esponenti del Centrosinistra.
Continueranno, invece, gli ingiusti scavalcamenti in graduatoria, proprio un bel
risultato”. Un altro aggiunge: “Sono anch'io
stupito dell'immane lentezza di questo governo. Tante parole ma poi sulla
questione precari si va sempre alle calende greche. Le storture in graduatoria
dovevano esser cancellate subito nel primo mese di governo”. Ma il
contestato “cerchiobottismo dei nostri politici” potrebbe rivelarsi pericoloso.
Ne è prova un articolo-siluro apparso su Liberazione, col quale Loredana
Fraleone, responsabile scuola di Rifondazione, invita il governo a
smetterla di “ciurlare nel manico” e di tenere “atteggiamenti tentennanti,
che non sono saldi, come il manico di quegli utensili non fissati bene e che
perciò traballano”. Un atteggiamento “che in politica ha conosciuto momenti di
gloria ai bei tempi della Dc, quando non affrontare determinate questioni
risultava molto utile per scontrarsi il meno possibile con soggettività scomode
o peggio far passare di fatto cose indigeribili. Non vorremmo che questo metodo
sia quello scelto dal ministro Fioroni per vanificare, in gran parte, il
programma dell’Unione sulla scuola”. L’analisi è dettagliata, caustica la
conclusione: “Non siamo così ingenui – vi si legge – da non distinguere tra ciò
che è proclamato e ciò che si fa, cioè quasi niente. A dichiarazioni del
ministro che abbiamo in gran parte condiviso, non stanno seguendo i fatti”. Poi
si riferisce ai precari della scuola, “sempre più numerosi e giustamente in
allerta per capire quale collocazione o no avranno l’anno scolastico che verrà,
circolari spesso contraddittorie da interpretare”. Infine la stoccata: “Fioroni
e tutto il governo si trovano a scegliere: o rompono con quella politica o con
chi ha determinato la vittoria dell’Unione”. Chi di scuola ferisce...
Il servzio di Brancatisano è
pubblicato anche sulla
Gazzetta di Modena del 18 luglio 2006
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18 luglio 2006
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