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IL RACCONTO/2
«Non è colpa sua, va aiutato ma per me è stato
uno choc»
di mi.ip.
Ricoverata in un letto di ospedale al San Gennaro di Napoli, Lisa Borrelli,
docente di matematica della Stanziale, riflette su quanto le è accaduto. In
oltre venti anni di attività come insegnante di scuola media ne ha visti a
centinaia di ragazzini vivaci, rumorosi. Anche violenti.
Mai avrebbe, però, immaginato di finire in un'ambulanza.
«Ho insegnato anche in una scuola definita a rischio a San Giovanni a Teduccio,
e non ho mai avuto problemi. Chi lo avrebbe mai detto che mi sarebbe capitata
una cosa simile a San Giorgio a Cremano...»
Racconti che cosa è accaduto?
«Il bambino ha lasciato la sua classe ed è venuto nell'aula, dove stavo facendo
lezione, per venire a trovare una ragazzina che gli piace. Gli ho detto di
andarsene perché dovevo fare lezione. Lui si è infuriato ed è sceso al piano di
sotto, dove si trovava la madre, convocata per discutere dei comportamenti che
il figlio ha avuto nelle ultime settimane rispetto a docenti ed allievi».
Che cosa ha fatto la madre?
«La donna, invece di rimproverare il bambino, se l'è presa con noi insegnanti,
aggredendoci e dicendo che ce l'abbiamo con lui e che lo maltrattiamo. Il
bambino, a questo punto si è innervosito ancora di più nel vedere che gli animi
si stavano scaldando, mi ha spinto».
Lei che cosa ha fatto?
«D’istinto ho cercato di ripararmi con un braccio e sono finita per terra,
facendomi male. Nella confusione, la madre ha preso per un braccio il figlio e
se l'è portato via dalla scuola, mentre i colleghi cercavano di aiutarmi».
La professoresse è però prima di tutto una madre e ha una parola dolce per
Dario:
«Non è colpa sua. Purtroppo ha problemi alle spalle, mi spiace per lui».
3 febbraio 2006 |