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Le scuole del nord e del centro cariche di precari
Le regioni del sud che a Napoli hanno ospitato la manifestazione confederale per
il precariato della scuola hanno in assoluto il più alto numero di docenti
precari (oltre 248 mila) e di personale Ata precario (più di 71 mila), ma sono
le regioni del nord ad avere il più elevato tasso di precarietà (incidenza di
precari sul complessivo numero di personale in servizio).
Mediamente in tutte le scuole statali vi è
il 15% di docenti precari sul totale
degli insegnanti in servizio, ma nelle regioni settentrionali il tasso di
precariato raggiunge il 18% nel Nord Est e il 17,5% nel Nord Ovest. In Emilia
Romagna il tasso raggiunge il 19,4% e in Lombardia il 18,6%.
Le percentuali sono calcolate sulle situazioni complessive dei docenti dei
diversi ordini di scuola, ma se fossero riferite soltanto agli istituti
superiori superebbero in quelle regioni il 20-22%.
Al sud invece la percentuale di precari è "solamente" dell’11,4%, con la
Campania che si ferma al 10,7%, seguita dalla Calabria con l’11,1%.
Analogamente per il personale Ata, che fa registrare complessivamente il 30% di
precariato, raggiunge tassi di precariato più alti al nord (mediamente intorno
al 34%, mentre al sud è del 26,6% e nelle Isole il 22,8%).
Nel Friuli Venezia Giulia gli Ata precari sono il 36,4%; nel Veneto il 33,9%.
In Sicilia il precariato tra gli Ata è del 24,2% e in Sardegna è del 18,7%.
Complessivamente, tra docenti e personale Ata, i precari sono circa 199 mila, un
esercito vero e proprio la cui stabilizzazione in ruolo (impegno elettorale
dell’Unione), pur diluita nel prossimo quinquennio, avrebbe costi a regime
dell’ordine di un miliardo di euro all’anno.
15 maggio 2006 |