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Bloccata la sperimentazione dei licei.
di Calogero Virzì
«Non intendo iniziare il mio mandato - ha dichiarato il ministro Fioroni -
all'insegna dell'instabilità e dell'incertezza per studenti, insegnanti e
genitori e con gravi contenziosi aperti con le regioni e l'autonomia
scolastica». Stop dunque alla sperimentazione prevista dalla Moratti, la cui
sospensione per decreto è stata comunicata dal nuovo Ministro.
Sui circa 1.750 licei solo 54 istituti statali o paritari, il 3% circa degli
aventi diritto, sono quelli che avevano avanzato richiesta di avvio fin dal
prossimo anno scolastico della sperimentazione.
"Le caratteristiche dei progetti ricevuti non presentano elementi di innovazione
tali da prefigurare in termini sperimentali la riforma. Sono invece innovazioni
pienamente realizzabili nell'esercizio dell'autonomia scolastica (15 per cento
del monte ore) e quindi negli ordinamenti vigenti. L'arricchimento dell'offerta
formativa legata ai progetti già presentati potrà essere tranquillamente
realizzata nell'ambito dell'autonomia scolastica già prevista”.
Inoltre sostiene ancora il nuovo Ministro dell’Istruzione, “laddove, poi, la
sperimentazione comportasse la modifica della denominazione della scuola (ad
esempio con l'istituzione di un liceo tecnologico o musicale) ci sarebbe al
momento assoluta incertezza - dichiara Fioroni - sul riconoscimento del titolo
rilasciato al termine degli studi, con grave pregiudizio per il proseguimento
del percorso formativo e lavorativo dei ragazzi".
A settembre pertanto gli studenti ritroveranno i soliti licei (classico,
scientifico e sociopedagogico), i vecchi tecnici che Prodi vuole potenziare
(commerciale, geometri, industriale, nautico, aeronautico, ecc) e i vecchi
professionali (turistico, alberghiero, ecc).
"Per fortuna", conclude Fioroni, "si sospende un atto che non ha prodotto alcun
effetto sulla scuola e sui ragazzi che, infatti, si sono già iscritti non ai
corsi sperimentali ma agli ordinamenti vigenti".
Nella lettera inviata a Silvia Costa, assessore all’istruzione della Regione
Lazio e responsabile per conto della Conferenza unificata Stato Regioni, della
IX Commissione Istruzione, il Ministro afferma: “visti i ricorsi pendenti
davanti al Tar del Lazio e alla Corte Costituzionale e sulla base del nuovo
Titolo V della Costituzione, che affida proprio alle Regioni competenze
specifiche in materia di istruzione, ritengo si debba tornare ad un rapporto
reale di collaborazione nel quale, pur nel pieno rispetto delle reciproche
competenze, si generino potenzialità e sinergie per meglio rispondere alle
esigenze e alle richieste del mondo della scuola”.
Soddisfazione da parte di Silvia Costa, che dichiara: “una decisione che rivela
sensibilità istituzionale e attenzione alle motivazioni che hanno indotto nove
Regioni, con il nostro coordinamento, a presentare un ricorso al Tar, la cui
udienza è fissata per domani. Le ragioni del nostro ricorso - aggiunge - sono
ampiamente recepite nella motivazione di sospensiva del decreto, che fa
riferimento allo stato di incertezza che il decreto Moratti aveva creato nelle
famiglie e nelle scuole, nonché al conflitto istituzionale che aveva aperto con
le Regioni titolari dell'organizzazione della rete scolastica e dell'offerta
formativa dei loro territori e con l'autonomia scolastica. La nuova stagione del
confronto tra Governo e Regioni sul tema delicato e complesso dell'istruzione si
annuncia più serena e improntata ad una leale reciproca collaborazione".
31 maggio 2006 |