GILDA DEGLI INSEGNANTI

PROVINCIA DI NAPOLI

via Toledo n. 210, 5° piano  -   tel. 081/7944165 fax 0812512845

email gildanapoli@gildanapoli.it

Home     |     News     |     Comunicati     |    Rubriche    |     Documenti     |    Sede provinciale    |     Cerca    |    Archivio     |     Scrivici
 




Austerity in aula, il gesso è un lusso

Tagli del 40 per cento ai bilanci: si risparmia anche sulle ore che i docenti dedicano ai ragazzi in difficoltà
La preside: "Solo 5.700 euro all´anno per ventidue classi"
Si rinuncia ai supplenti e non ci sono i soldi per pagare la tassa sulla spazzatura Al "Tasso" di Salerno iscrizioni più care


di Bianca De Fazio


Un taglio del 40 per cento a bilanci già fatti e con buona parte delle cifre a disposizione già spese. Risultato: ora le scuole non possono più chiamare supplenti, comprare materiali, cambiare il toner delle fotocopiatrici. Si risparmia sulla carta igienica, sui gessetti, sulle ore che i docenti mettono a disposizione, ad esempio, per il recupero dei ragazzi in difficoltà. E si chiamano i supplenti solo se i giorni d´assenza del docente titolare sono più di 5 o di 10.

Le amministrazioni delle scuole sono in ginocchio, e lo racconta, tra gli altri, Fiorella Esposito, dirigente del IV circolo didattico di Arzano, 796 alunni, 12 sezioni di scuola dell´infanzia e 22 classi di primaria da mandare avanti con 5.700 euro. Tanti gliene ha assegnati il ministero per il funzionamento amministrativo e didattico della sua scuola. «In tre anni - racconta, siamo passati da 12 mila a 5.700 euro. E pensate che la mia scuola ne spende, solo per la posta, 2.500». Per non parlare delle scuole costrette a pagare per intero la Tarsu, la tassa sui rifiuti che spetta ai Comuni. Il Ministero, dopo vari tira e molla, se ne sobbarca l´onere solo per una quota minima. Così una scuola che deve al suo Comune 6.800 euro all´anno per i rifiuti se ne vede assegnare dal ministero solo 1.600. Il resto lo deve sborsare di tasca sua. E se alcuni Comuni si mostrano comprensivi e si accontentano solo della quota che viene da Roma, altri, come Salerno, legittimamente chiedono che le cartelle esattoriali vengano pagate per intero. Così i licei della città, il "Tasso" ad esempio, hanno dovuto chiedere alle famiglie una tassa di iscrizione che servirà anche a coprire queste spese. I tagli di Roma ricadono, insomma, sulle famiglie, oltre che sull´organizzazione delle scuole. «La scuola - aggiunge la Esposito - diventa il terminale del dissesto della finanza pubblica, e ci sono istituti che, per via della Tarsu, si sono visti pignorare banchi e sedie».

«Ci chiedono la moltiplicazione dei pani e dei pesci, o la scuola viene ridotta, nell´impossibilità di avviare progetti e di gestire anche l´ordinario, ad un mero "intrattieni". Nel mio istituto mi sono rifiutata di imporre una tassa d´iscrizione: è scuola dell´obbligo, e se una famiglia non può pagare che faccio, non accetto il bambino in classe?»

Il taglio ai bilanci degli istituti è giunto, tra l´altro, quando le previsioni di bilancio, per il 2006, erano già state fatte: solo a gennaio la direzione scolastica regionale ha fatto sapere che ci sarebbe stata una decurtazione del 40 per cento sugli stanziamenti che si prevedevano, invece, pari a quelli dell´anno scorso. E se nelle scorse settimane il ministero ha ridistribuito alcuni soldi che erano stati precedentemente risparmiati, nelle scuole ancora non si sa a quanto ammontano le risorse aggiuntive che spettano a ciascuna.

Una tabella messa a disposizione dal direttore regionale Alberto Bottino calcola ad esempio che, sulla base delle risorse effettivamente disponibili - per tutti gli istituti della Campania 13 milioni e 830 mila euro (pari al 60 per cento di quanto inizialmente previsto) - i finanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico sono pari a 2,47 euro per ogni alunno di materna, 2,16 euro per quelli delle elementari, 2,61 per le medie e via così fino ad un massimo di 21 euro per alunno in alcuni istituti tecnici.


14 marzo 2006