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L’analisi del Governatore Draghi sull’istruzione in
Italia
La denuncia del Governatore di Bankitalia Mario Draghi sulla
situazione critica di competenze scolastiche degli italiani non è certamente
passata inosservata e non mancherà di suscitare dibattiti, condivisioni e
critiche.
Due gli elementi critici della sua analisi: il livello mediocre di competenze
matematiche degli studenti italiani, il cui livello di preparazione in questa
materia a 15 anni segna già un ritardo equivalente ad un anno scolastico; la
mancanza di regole premino il merito di docenti e ricercatori, impedendo il
miglioramento del sistema. "Prima ancora che maggiori spese occorrono nuove
regole che premino il merito di docenti e ricercatori", ha detto il Governatore.
Una prima condivisione delle sue analisi è venuta dalle colonne del "Corriere
della sera" da parte di Gaspare Barbiellini Amidei che, in particolare, si è
soffermato sull’assenza di criteri meritocratici nel nostro sistema, auspicando,
pur con una punta di pessimismo, che in proposito si avvii finalmente una svolta
significativa.
"Rientrerà nel campo delle cose realizzabili l’adozione, finalmente, del
criterio del merito – si domanda l’editorialista – per premiare tra i docenti
chi più si impegna e più frutti raccoglie?"
Ricordando poi il tentativo fallito dell’ex-ministro Berlinguer, fermato da "un
no intriso di conservatorismo ideologico", constata che "chi ci ha provato
finora ha sempre fallito".
Ma, se le raccomandazioni di Draghi (servono nuove regole che premino il
merito), sono giuste, "la sinistra italiana si convincerà che è arrivata l’ora
di muovere qualche passo in questa direzione?". Il ministro Fioroni, si chiede
Barbiellini Amidei, condividerà la proposta di Draghi?
"In questo caso dovrà affrontare una sfida ardua, da risolvere con
determinazione e pacatezza.
In stile europeo".
5 giugno 2006 |