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L’anagrafe scolastica può far emergere gli studenti
fantasma
Nelle istituzioni scolastiche statali sta trovando per la prima volta
applicazione in modo organico l’anagrafe scolastica prevista dal decreto
legislativo n. 76/2005 sul diritto-dovere.
E, da quel che si sente dalle scuole, sembra che il sistema funzioni, facendo
emergere i doppioni di iscrizioni degli alunni (spesso dovuti a mancate
cancellazioni in caso di trasferimento).
Se davvero il controllo incrociato consentirà di arrivare ad una effettiva
conoscenza delle situazioni degli iscritti, potrebbe esserci qualche sorpresa
nella determinazione degli organici del personale docente, la cui entità dipende
proprio dalla esatta quantità, istituto per istituto, degli studenti iscritti.
Se lo augura probabilmente il Miur che ha voluto questo impiego dell’anagrafe ai
fini della determinazione degli organici, anche per far emergere negli istituti
superiori le cause di un fenomeno quasi inspiegabile che vede tutti gli anni una
variazione in meno oscillante tra le 25 mila e le 45 mila unità di studenti tra
situazione di diritto (su cui si determinano i posti dei docenti) e situazione
di fatto. Chi sono, dove vanno quelle decine di migliaia di studenti che ogni
anno risultano mancanti a settembre? Doppie iscrizioni? Evasione scolastica?
Quest’anno a settembre sono stati 24.638 gli studenti in meno rispetto alla
previsione di marzo, virtualmente corrispondenti a più di mille classi non
dovute.
L’anno scorso erano stati 37.333, pari a circa 1500 classi non necessarie.
L’anagrafe scolastica potrebbe, dunque, far emergere questi fantasmi
dall’origine inspiegabile.
A dir la verità l’anagrafe dovrebbe servire a controllare la dispersione
scolastica, controllando abbandoni ed evasione dall’obbligo, ma per realizzare
questo obiettivo primario occorrerà che essa venga contestualmente applicata
anche alle scuole non statali, nonché, in forma integrata, si raccordi con le
anagrafi regionali e territoriali (quando ci sono) relative ai ragazzi che
frequentano corsi di formazione o lavorano in apprendistato
27 febbraio 2006 |