|
A Napoli è allarme dispersione
08 novembre 2006 - korazym.org
L’educazione come risposta alla legalità: un principio assodato che si scontra
molte volte con realtà difficili. È il caso di Napoli, dove si registra ormai
una vera e propria emergenza dispersione. I dati di "Tuttoscuola".
L'educazione come risposta alla legalità: un principio assodato che si scontra
molte volte con realtà difficili. È il caso di Napoli, dove si registra ormai
una vera e propria emergenza dispersione. Nelle scuole superiori, infatti,
secondo di dati forniti da Tuttoscuola, storico mensile di settore, 43 studenti
del secondo ciclo su 100 fuggono dai banchi. E ad un certo punto, di loro non si
sa più nulla, specie di chi frequenta istituti d'arte e i professionali.
I conti sono presto fatti: secondo Tuttoscuola, negli istituti superiori di
Napoli nel 2001/2002 si erano iscritti al primo anno di corso 44.281 studenti.
Nel 2005/2006, lo scorso anno, al quinto anno di corso, ne erano rimasti 25.190.
Gli altri 19.091, per una quota percentuale pari al 43,11% si sono di fatto
"dispersi" lungo il percorso. Si tratta di ragazzi, spiega Tuttoscuola, che o
hanno abbandonato la scuola, oppure sono stati respinti nel passaggio da una
classe all'altra. La dispersione media italiana è decisamente più contenuta e si
attesta attorno al 32,81%. Solo a Palermo e Catania. il fenomeno ha avuto
un'incidenza alta come quella di Napoli (rispettivamente del 42,98% e del
41,98%), mentre Bari ha avuto una dispersione inferiore di quella media
nazionale.
Negli istituti tecnici napoletani la dispersione, in questo ultimo quinquennio,
è stata quasi del 50% (ben al di sopra della media nazionale del 28,72%), ma nei
professionali, unitamente agli istituti d'arte, è stata ancora più elevata: il
58,55%. "Sono diverse le ragioni dell'alta dispersione nella città partenopea
come sono diversi i rimedi, interni ed esterni al sistema scolastico, per
tentare di contenerla ai livelli medi nazionali- spiegano da Tuttoscuola-. Uno
degli interventi di prevenzione, realizzabile mediante percorsi e progetti
specifici, potrebbe essere un riutilizzo in organico funzionale di una quota
consistente dei posti di docente, che la Finanziaria 2007 ipotizza di
contenere".
Mentre, secondo gli esperti della rivista, "l'estensione pomeridiana del tempo
scuola (proposta dal ministro Fioroni, ndr) richiede un dialogo con gli utenti,
sul significato educativo della permanenza a scuola, che per acquisire
credibilità deve far leva sulla qualità dell'offerta formativa".
8 novembre 2006 |