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Nasce il manifesto europeo "per l'accesso al sapere"
La proposta, che si batte anche "contro la precarietà”, è stata presentata il
26 aprile a Roma dall'Unione degli studenti Universitari (Udu) e dall'Unef, il
sindacato universitario francese: primi destinatari le organizzazioni
studentesche europee, ma anche il mondo della politica che "ha una grande
responsabilità verso i giovani".
di Alessandro Giuliani
“Affermare un modello europeo che si fondi sui diritti sociali, sindacali e su
una buona e stabile piena occupazione invertendo la tendenza di questi ultimi
anni”. La proposta, riassunta all'interno di un manifesto europeo "contro la
precarietà e per l'accesso al sapere", è stata presentata il 26 aprile a Roma
dall'Unione degli studenti Universitari (Udu) e dall'Unef, il sindacato
universitario francese.
Primi destinatari del manifesto sono le organizzazioni studentesche europee, ma
anche il mondo della politica che, secondo gli studenti, "ha una grande
responsabilità verso i giovani". L'Udu sostiene inoltre che la lotta contro la
precarietà e il diritto all'istruzione non ha ormai più vincoli territoriali.
"Gli enormi cortei ai quali abbiamo preso parte - ha spiegato Daniele Giordano,
tra i leader dell'Udu - dimostrano che i problemi in campo superano i confini
francesi".
L'iniziativa congiunta, alla cui presentazione era presente anche Victor
Vidilles, esponente del sindacato universitario francese, nasce proprio sulla
scia dell'enorme movimento studentesco, sceso nelle le piazze francesi, e che ha
visto manifestare nelle scorse settimane anche l'Udu assieme ai colleghi
transalpini per il ritiro del contratto di primo impiego.
Gli studenti italiani hanno comunque colto l'occasione anche per rivolgersi al
prossimo governo italiano, auspicando l'abrogazione una serie di leggi e
normative, ad iniziare dalla cosiddetta legge Biagi: l'Udu ha chiesto quindi
"l'abrogazione della legge 264 che istituisce il numero programmato nell'accesso
all'università e la rimozione di tutte le barriere all'accesso ai percorsi
formativi; l'abrogazione degli ordini professionali e riforma dell'accesso alle
professioni".
Gli studenti italiani vorrebbero, infine, "la promozione di un sistema integrato
di sostegno che preveda borse di studio e servizi pubblici collettivi; il
riconoscimento della cittadinanza studentesca, dando voce ai diritti degli
studenti attraverso l'approvazione dello Statuto nazionale dei diritti delle
studentesse e degli studenti che sia, nel quadro dell'autonomia, legge
nazionale".
28 aprile 2006 |