|

Perdere l'ultima chance per vincere (?)
Libed.news, Numero 2
Geniale. Il ministro Moratti celebra quelli che a quanto pare sono i suoi ultimi
mesi di permanenza come lady di ferro in Viale Trastevere con una mossa da fare
invidia al miglior giocatore di scacchi. In sintesi il movimento potrebbe essere
descritto come un arretramento produttivo. Quale arretramento e produttivo per
chi? Vediamo. Dopo il lancio della bozza di decreto sul II ciclo del 27 maggio
scorso, le Regioni si sono distinte nel tiro al piccione (ad eccezione di
Lombardia, Veneto e Molise) emanando il 14 luglio un documento ultimativo, in
relazione alla ventilata intenzione del Miur di avviare la sperimentazione della
scuola superiore riformata da questo anno scolastico e le prime classi nuove dal
2006/2007. Sul tappeto erano poste questioni di lana caprina accanto ad altre
più di sostanza. Tra quelle di lana caprina: l'’insistenza delle Regioni a
pretendere una intesa col ministro su tutto il secondo ciclo, a fronte
dell'’ostinazione del ministro ad acquisire un semplice parere. Tra quelle di
sostanza: da una parte, il rifiuto delle Regioni ad accollarsi il canale
dell'’istruzione e formazione professionale senza i finanziamenti necessari per
la sua attuazione; dall’'altra, la volontà di non rinunciare al “campus” come
occasione di autonomia reale per le istituzioni scolastiche. Dunque pollice
verso a tutto il decreto. L’estate ha poi portato altri annuvolamenti, non solo
meteorologici, come la presa di posizione degli imprenditori, a guida
Confindustria, che dopo avere tanto brigato per avere l’istruzione tecnica nel
sistema liceale, ora in un documento lamentano che, nella prospettiva che gli
istituti tecnici diventino licei tecnologici ed economici, questi ultimi
perderebbero il carattere professionalizzante che da sempre li contraddistingue.
E si arriva all’appuntamento di metà settembre dopo le critiche rivolte al
Meeting allo stravolgimento della riforma della scuola e dopo l’enunciazione di
importanti emendamenti alla bozza di decreto fatti anche dalla Regione
Lombardia, pur fedele alleata del governo. Nulla ad ogni modo lasciava presagire
quanto accaduto, tanto che il sottosegretario Aprea ha continuato ad auspicare
il muro contro muro con le Regioni sulla ipotesi di avviare comunque la riforma
nel 2006/2007. Invece no: la conferenza delle Regioni del 15 settembre trova un
ministro totalmente remissivo e in dissonanza con il suo stesso entourage (o
parti di esso). La decisione che matura è di rinviare a non prima dell'’anno
scolastico 2007/2008 l’entrata in vigore dei nuovi ordinamenti dell’intero
sistema del secondo ciclo, nonché di non procedere da parte del Miur all’avvio
della sperimentazione del nuovo ordinamento nelle scuole prima dell’avvio della
riforma. Contestualmente si apre un tavolo di negoziazione di un anno per la
definizione di titoli e competenze del II ciclo. E il decreto è lasciato al suo
destino stentato? Niente affatto, e qui è il colpo di coda della “impolitica”
ministra. Il decreto, ora semplice bozza, vedrà la luce comunque entro il 17
ottobre, anche perché almeno quattro Regioni ed una intera maggioranza di
governo lo vogliono. Una luce che in attesa delle elezioni è quantomeno simile
alla penombra. Qualcuno potrà dire che la riforma è compiuta, in realtà ci
abbiamo guadagnato un altro tavolo.
20 settembre 2005 |