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Chi tutela l'insegnante di sostegno?
di Insegnanti di sostegno
Accade sempre più spesso nella nostra scuola che l’insegnante non sia
sufficientemente tutelato. Ma questa notizia non fa scalpore, soprattutto se, a
rimanere senza tutela alcuna, è un insegnante precario e per giunta di sostegno.
Da alcuni anni infatti succede che il docente specializzato, rigorosamente
precario, ricevuta una nomina annuale dal Csa, resti, nel corso dell’anno, senza
più lavoro perché il ragazzo disabile che aveva in carico non viene più a
scuola.
Il tema in questione merita rispetto perché implica argomentazioni non solo
relative al diritto del lavoro ma anche etiche.
Dal punto di vista procedurale l’insegnante, al momento della stipula del
contratto, riceve una nomina oraria, vale a dire una nomina su cattedra senza
ricevere informazione alcuna sull’alunno che andrà a seguire. La nomina che
riceve pertanto non è nominativa, non è sul ragazzo, ma generica.
Una volta preso servizio nell’Istituto indicato al momento della firma del
contratto, all’insegnante viene assegnato un alunno disabile. L’alunno è
inserito in una classe, pertanto all’insegnante viene assegnata anche la classe
rispettiva dal momento che ( la normativa lo ribadisce costantemente)
l’insegnante specializzato è contitolare, partecipa a tutte le attività
didattiche, ha diritto di voto in sede di scrutinio, deve adempiere a tutti gli
obblighi della professione docente.
Ma l’insegnante specializzato non gode dello stesso trattamento degli altri
colleghi curricolari perché, essendo legato con doppio nodo al Suo alunno
disabile, ne condivide le stesse sorti. Se l’alunno “scompare” da scuola ( ed i
motivi per cui ciò accade sono tanti dal momento che parliamo di persone con
difficoltà, soggette ad ospedalizzazioni, a trasferimenti, a decessi ecc.)
scompare anche l’insegnante di sostegno.
Alla faccia della contitolarità, della condivisione dell’attività didattica,
dell’utilizzo delle risorse interne ecc. ecc.
Dobbiamo allora fare il punto della situazione: l’insegnante specializzato è
l’insegnante della classe o è l’insegnante dell’alunno disabile?
Una domanda questa che credevamo di non doverci più porre, pensavamo di avere
fatto dei passi avanti nel processo di riconoscimento delle professionalità e
nell’ integrazione scolastica.
Noi vogliamo una risposta a questo interrogativo perché se dobbiamo lavorare
come insegnanti della classe (cosa che facciamo da sempre e con grandi fatiche)
vogliamo godere del diritto di restare assegnati alla classe nel caso in cui il
ragazzo disabile non garantisca più la sua presenza a scuola ed utilizzare le
nostre competenze con il gruppo, in situazioni che si fanno sempre più difficili
e problematiche. Diversamente dovremmo astenerci dal fare ciò che abbiamo sempre
fatto, riprenderci in carico, in toto, il nostro alunno e dare un colpo di
spugna al principio collaborativo della contitolarità.
In un momento come questo dove il paradosso è diventato normalità, è paradossale
continuare a parlare di integrazione scolastica finalizzata al superamento
dell’handicap quando ad uscire dalla scuola continuano ad essere i nostri
ragazzi handicappati non più soli ma accompagnati, a braccetto, dal loro
insegnante…ma, haimè… specializzato!
Chiediamo che le organizzazioni sindacali prendano in esame la problematica
sopra proposta, che i Csa rivedano la modalità di assegnazione delle nomine
annuali, che il Miur consideri una priorità tale questione e che tutti gli
organi preposti all’educazione se ne facciano carico, che i dirigenti scolastici
si decidano a valorizzare le risorse interne piuttosto che ricorrere ad esperti
esterni che forse daranno più lustro al loro Istituto (e questo è tutto da
verificare!!) ma che costano certamente di più, che la scuola venga
preventivamente informata sulle situazioni più delicate e complesse degli alunni
disabili da parte degli organi preposti a ciò, che si adotti il principio degli
stessi diritti e degli stessi doveri considerando che dietro ad ogni alunno
disabile c’è un posto di lavoro e che tutti oggi lavorano in nome di un bisogno
e di un diritto acquisito.
Gli insegnanti dell’IPCT “ V. Bonifazi” di Recanati
52 dicembre 2005 |