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Tifano per il «prof» che fa sciopero della fame.
BORGOMANERO, GLI ALLIEVI DELL’ISTITUTO LEONARDO DA
VINCI SI SCHIERANO
CON L’INSEGNANTE ED ESPONGONO UNO STRISCIONE: «MARRACINI FOR EVER».
Continua la protesta contro la riforma Moratti.
di Marcello Giordani,
BORGOMANERO
A fianco del «prof», contro la riforma della scuola, anche gli studenti e gli
addetti alla segreteria. Antonio Marracini non è solo nella sua protesta: gli
studenti dell’istituto tecnico industriale «Leonardo da Vinci» hanno
sottoscritto e inviato al ministro Letizia Moratti una petizione in cui si
schierano accanto all’insegnante di chimica che da lunedì scorso ha iniziato lo
sciopero della fame.
A fianco del docente hanno preso posizione anche gli addetti della segreteria
della scuola borgomanerese, che, sulla cancellata all’ingresso dell’istituto
hanno appeso un cartello eloquente in cui dichiarano la loro solidarietà al
professore di chimica. A scuola, gli studenti hanno realizzato uno striscione
eloquente «Marracini for ever», che sormonta una bacheca improvvisata dove
vengono appesi i messaggi di solidarietà che stanno arrivando da tutta Italia.
Da Cagliari scrive Elisabetta Cogotti, che esprime «la più sincera solidarietà
per tutto ciò che fai»; alcuni colleghi dell’istituto tecnico industriale e del
liceo scientifico, che si trova nello stesso edificio, hanno scritto una lettera
affettuosa a Marracini, invitandolo però a desistere dallo sciopero della fame,
per le conseguenze sulla sua salute.
«Sono commosso da tutti questi attestati di solidarietà - dice l’insegnante - e
spero di riuscire a proseguire questa protesta almeno fino a mercoledì; non sono
però un autolesionista, e se vedrò che le ripercussioni per la salute potrebbero
essere serie, smetterò». Marracini aggiunge che «non si fa uno sciopero della
fame a cuor leggero: se l’ho iniziato significa che ho ponderato bene questa
scelta, e l’ho fatta perchè sono dell’avviso che la riforma porterà gravi
ripercussioni negative sull’intero assetto scolastico. Io protesto in modo
specifico contro l’azzeramento degli istituti tecnici: i licei tecnologici non
avranno i laboratori, quindi gli studenti non potranno fare quelle esperienze
che invece oggi riescono a svolgere. Questo si ripercuoterà sulle loro
competenze, sulla formazione. Ma la mia è una protesta contro l’intera riforma,
che andrà a scardinare il sistema della scuola pubblica».
Ragioni che anche gli studenti hanno condiviso, al punto che hanno sottoscritto
un documento, inviato al ministro Moratti ed alle istituzioni scolastiche, in
cui segnalano le ragioni del loro dissenso circa la riforma: «L’impoverimento
dell’istruzione tecnica, la scelta precoce tra istruzione e formazione
professionale, la scomparsa della figura dell’insegnante tecnico-pratico, la
soppressione delle ore di laboratorio nel biennio e la riduzione nel triennio,
il taglio dei posti per i docenti, la regionalizzazione di parte dell’istruzione
secondaria».
«Gli studenti con la loro solidarietà mi hanno commosso», dice l’insegnante, che
non solo prosegue lo sciopero della fame, ma dorme anche in istituto, a
sottolineare la fermezza della sua posizione: «Dopo anni di precariato sono
insegnante di ruolo, ma è proprio adesso che avverto la necessità di una
testimonianza.
5 giugno 2005
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