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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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di Reginaldo Palermo Già a fine novembre l'Aran aveva presentato una proposta
che i sindacati consideravano un buon punto di partenza; l'ostacolo di fondo
resta quello delle 18 ore di insegnamento, ma sul fatto che la funzione
tutoriale appartenga a tutti i docenti e che debba essere organizzata secondo
criteri definiti dai collegi, l'accordo è ormai nei fatti. Secondo alcune indiscrezioni, la formulazione proposta dall'Aran alla fine di novembre potrebbe trovare d'accordo le organizzazioni sindacali (se non tutte, almeno la maggioranza di esse). Ma qual è la soluzione proposta dall'Aran? All'incirca questa: "Nella funzione docente rientrano anche i compiti di cui all'art. 7, 5° comma del decreto legislativo n. 59/2004. Tali funzioni vengono svolte sulla base dei criteri definiti dal collegio dei docenti" (la citazione non è testuale, ma la sostanza resta). Dunque, come avevamo già anticipato nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali sembrano disposte ad accettare un contratto in cui si parli in qualche modo di funzione tutoriale o che comunque recepisca, almeno in parte, i contenuti dell'art. 7 del decreto legislativo. In realtà il nodo vero riguarda il 6° comma dell'art. 7, quello che parla delle 18 ore di insegnamento dell'insegnante con funzioni tutoriali e che i sindacati sono fermamente intenzionati a respingere. "Il fatto è che l'art. 43 non riguarda solamente la questione della funzione tutoriale - avverte Francesco Scrima, segretario nazionale di Cisl-Scuola - ci sono anche altre questioni, altrettanto complesse: per esempio c'è il problema delle nuove figure professionali necessarie a garantire gli anticipi nella scuola dell'infanzia". Difficile capire se al tavolo della trattativa i sindacati saranno compatti e se si riproporranno le incertezze di novembre quando Snals e Uil sembravano intenzionate a chiudere la vertenza. "Per firmare l'accordo - taglia corto Francesco Scrima - devono esserci le condizioni minime; la nostra organizzazione, ma presumo anche le altre, non può accettare soluzioni che mettano in discussione l'attuale modello organizzativo del team docente che ha dato ottimi risultati e che non si vede perché debba essere modificato".
"E a chi ci accusa di essere contrari a qualunque cambiamento - conclude Scrima
- posso solo dire che non bisogna confondere i riformatori con i riformisti: noi
ci consideriamo riformisti, cioè vogliamo cambiare per migliorare l'esistente, i
riformatori sono altra cosa". |