|

Il rompicapo delle pagelle
Il ministero cambia ancora: "Il modello dev'essere
uniformato" .
La formula, i costi, lo schema, il Poligrafico dello Stato
di Bianca De Fazio
Il ministero per l´Istruzione fa dietrofront sulle pagelle. Ma nessuno lo sa.
Neppure il Poligrafico dello Stato, che continua a proporre dei modelli di
pagella che per la Moratti sono carta straccia. È dall'anno scorso che la storia
delle pagelle è diventata, per le scuole elementari e medie, una vera
ossessione: un anno fa il ministero decise, avvertendo tutti gli istituti, che
non avrebbe più distribuito le "schede individuali" valide per la valutazione
degli alunni.
La formula. Le scuole hanno dovuto provvedere da sole, confezionandole e
poi stampandole a proprie spese. Ogni scuola, una pagella diversa. Ogni
istituto, uno schema di valutazione con impostazioni diversificate. Gran parte
degli istituti si sono arrangiati modificando appena un po' le vecchie pagelle,
e fotocopiando i prototipi con la formula "fai da te". Così ai genitori, a fine
quadrimestre ed a fine anno, sono state proposte pagelle su fogli A3 (quelli
della fotocopiatrice), piegati e stampati alla meno peggio. Solo pochi istituti,
quelli con maggiori disponibilità economiche, hanno fatto ricorso nel tempo alle
tipografie alle quali avevano commissionato, comunque, modelli di schede
improvvisati.
I costi. Ferma restando la decisione che ogni scuola dovrà stampare le
pagelle a proprie spese, il ministero ha però deciso come dovranno essere. Ed è
l'ennesimo pasticcio. Innanzitutto perché è ripristinato un unico modello
ministeriale. Ma, va sottolineato ancora una volta, nessuno lo sa. Le nuove
decisioni che riguardano i "documenti di valutazione" sono infatti contenute in
una circolare che non le annuncia affatto: è un documento datato 10 novembre,
che fornisce le «linee guida per la definizione e l´impiego del portfolio delle
competenze». Ancora una volta, ecco insomma avallata la confusione tra portfolio
e valutazione. E le scuole un po' più distratte, o quelle che al portfolio hanno
già lavorato elaborandone uno ad hoc, quella circolare l'hanno vista, ma non le
hanno prestato molta attenzione, o almeno, non vi hanno cercato - perché nulla
faceva pensare che ci fossero - prescrizioni circa le pagelle. Che invece ci
sono, eccome.
Lo schema. C'è persino un modello unico per tutto il territorio
nazionale, che è possibile scaricare da Internet. Non è obbligatorio adottarlo
così com'è (si possono fare variazioni grafiche), ma è indispensabile che le
voci della valutazione siano quelle e non altre, e, soprattutto, che non ne
scompaia nessuna. L'anno scorso, ad esempio, alcune scuole omisero la
valutazione del comportamento. O non ritennero valutabili le attività opzionali.
Per fare chiarezza in tutta questa complessa vicenda, il ministero ha fatto
marcia indietro e ha stabilito un modello unico, capace di contenere «tutti gli
elementi che la normativa prevede». Compresa, ad esempio, la "Convivenza
civile"(una disciplina/non disciplina che non si sa chi deve valutare, come
spiegato nell'articolo in basso).
Ma al di là delle valutazioni sui contenuti, colpisce lo slalom normativo. Un
anno si decide che le pagelle vanno in soffitta. L'anno successivo, in fretta e
furia e quasi in sordina, tornano d'attualità. Ed il ministero le vuole
nuovamente obbligatorie ed uniche.
Poligrafico dello Stato. E se l'anno scorso il Miur non si accorse che il
Poligrafico dello Stato continuava a stampare le "schede personali" per la
valutazione degli alunni - e alle scuole non fu detto che potevano essere loro
fornite da quell'Istituto - quest'anno il Poligrafico non ha saputo che quelle
stesse schede non sono più adeguate alle volontà del ministero. E sì che ancora
le propone ai suoi acquirenti. Basta visitare la pagina web del Poligrafico per
trovare la "scheda personale dell'alunno" di scuola elementare e media. Una
scheda che costa, alle scuole, euro 0,148 per almeno 2000 copie. Ovviamente più
copie si ordinano, meno si paga. Così molti istituti si sono consorziati per
fare un unico ordine, o hanno fatto scorte anche per i prossimi anni. Senza però
fare i conti con la volubilità del ministero. E, soprattutto, mai immaginando
che le schede del Poligrafico non tenessero conto delle volontà del ministero.
Pagelle da rifare, insomma, nella speranza che le tipografie cui sono state
commissionate non abbiano ancora provveduto a stamparle.
5 dicembre 2005 |