GILDA DEGLI INSEGNANTI

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Finanziaria
A rischio le supplenze

Sull'istruzione si abbatte una scure da 1.068 miliardi.


Tagli in Finanziaria per l'istruzione e sono a rischio gli stipendi dei supplenti. A Bologna è rivolta dei presidi che dal prossimo mese di gennaio non sanno come dovranno pagare le supplenze. Si ripromettono di avvertire le famiglie sulla possibilità che i loro "figli saranno distribuiti nelle altre classi quando mancherà si assenterà il docente titolare". E il timore che per il momento attanaglia i dirigenti scolastici bolognesi fra poco assalirà anche tutti gli altri.

Alla manovra finanziaria la scuola, l'università e la ricerca scientifica contribuiranno con ben un miliardo. Il Senato, infatti, ha confermato il taglio di 1,068 miliardi di euro sul bilancio 2006 del ministero dell'Istruzione. La manovra finanziaria è ora all'esame della Camera dei deputati, è in commissione Bilancio e il 12 dicembre approderà in aula, per il rush finale. Fra i tanti capitoli che subiranno un consistente taglio (meno 28 per cento) c'è quello per le cosiddette supplenze brevi: quelle di qualche giorno, ma le più frequenti nel mondo della scuola.

Le supplenze. Solo per fare un esempio, fra le supplenze brevi rientrano le assenze superiori a 15 giorni per i docenti della media e del superiore, quelle anche di un solo giorno per le maestre della materna e per il sostegno e quelle superiori a 5 giorni per gli insegnati della elementare. Ma anche le assenze per maternità, che in molti casi durano parecchi mesi. Per il 2006 il governo ha previsto un tetto massimo di 565 milioni di spesa, contro i 766 del 2005. Il taglio del budget per i supplenti combinato con la norma varata dal governo Berlusconi due anni fa, che al superiore e alla media impone cattedre di 18 ore di lezione effettive (senza più le cosiddette ore a disposizione, utilizzate appunto dai presidi per "coprire le classi" senza insegnante) rischia di creare una miscela esplosiva.



25  novembre 2005