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Rinnovo contratto: un aumento mensile lordo di 160 euro
o di 95?
Il contratto della scuola (e degli altri comparti del pubblico impiego) è
scaduto il 31 dicembre 2003, cioè 15 mesi fa, come hanno ricordato le
manifestazioni per lo sciopero venerdì scorso, senza che vi siano segnali in
vista per l’apertura delle trattative.
In base alle risorse previste in Finanziaria, il governo sembra intenzionato a
offrire aumenti non superiori al 4,7%, mentre i sindacati confederali chiedono
l’8%.
Difficilmente le posizioni rimarranno rigide su quei valori, ma forse è più
facile che si avvicinino a quelli del Governo, se le elezioni... non ci
metteranno lo zampino.
La scuola si aspetta mediamente qualcosa di più degli altri dipendenti pubblici.
La forbice tra la proposta governativa e la richiesta sindacale oscilla, come
valore medio di comparto, tra i 95 e i 161 euro lordi mensili: una distanza non
indifferente.
Da calcoli ufficiosi, l’aumento per i professori degli istituti superiori
potrebbe andare, a seconda dell’anzianità di carriera, da un minimo di 132 ad un
massimo di 206 euro lordi mensili, se dovessero prevalere le richieste
sindacali; in caso contrario sarebbero comprese tra 77 e 121.
Come si vede, il massimo di aumento nella ipotesi governativa sarebbe comunque
inferiore al minimo delle richiesta sindacali.
In tutti i casi per il valore netto finale di aumento bisognerebbe ridurre la
cifra lorda di circa un terzo.
Qui sotto sono riportate le tabelle ufficiose dei possibili aumenti lordi
secondo le due ipotesi (con oscillazioni da 53 a 328 euro).
Stima dei possibili aumenti secondo
le richieste sindacali
e la proposta del Governo






Elaborazione Tuttoscuola 21 marzo 2005
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