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Riforma sbagliata
Regioni critiche sulla riforma della scuola secondaria
superiore varata dal Consiglio dei ministri.
di Eugenio Scalfari da
Regioni.it
“Abbiamo appena chiesto al governo un nuovo inizio nelle relazioni fra le
istituzioni, aggiungendo che non vogliamo conflitti ma leale collaborazione, ma
purtroppo vedo che si continua ad andare in un’altra direzione e lo considero un
errore grave”, ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle
Regioni, in merito al provvedimento varato oggi dal Consiglio dei ministri sulla
scuola secondaria superiore.
“Oggi, sulla scuola, il governo ha sbagliato – ha sottolineato Errani - rompendo
il tavolo con le Regioni e portando in Consiglio dei Ministri una proposta di
modifica della secondaria superiore ampiamente discutibile e, secondo me, molto
lontana dalle esigenze di una moderna società della conoscenza.
Di fronte a questo fatto la richiesta delle Regioni è necessariamente quella di
riaprire urgentemente il tavolo di confronto per giungere ad una proposta
condivisa.
In secondo luogo, nel merito, trovo inaccettabile che sul sistema dei licei il
governo si riservi di acquisire un semplice parere da parte delle Regioni,
mentre riserva loro integralmente il livello istruzione e formazione, spezzando
così un ordinamento che io pensa debba rimanere organico e unitario.
Anche per questo ritengo occorra – ha concluso Errani- riprendere presto il
confronto e l’indispensabile percorso di collaborazione leale fra Governo
centrale e Regioni”.
L'assessore alla scuola della Regione Emilia-Romagna Mariangela Bastico commenta
così l'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto sul
secondo ciclo: "Il ministro Moratti, con quest'ultimo colpo di mano sulla scuola
superiore, introduce misure che discriminano i ragazzi in base alle loro scelte,
gerarchizzano i saperi con la divisione in due canali del sistema
dell'istruzione superiore, emarginano la cultura tecnica e, proprio per questo,
rischiano di produrre danni enormi alla competitività delle nostre imprese".
"Un atto - prosegue l'assessore Bastico - che testimonia il fatto che il
ministro Moratti non intende né ascoltare né confrontarsi col mondo della scuola
e con le Regioni. Era stato attivato un tavolo di confronto Stato-Regioni che è
stato completamente ignorato. Sappia tuttavia il ministero che se ha voluto fare
a meno di un confronto in via preventiva, non potrà eluderlo ora: e,
contrariamente a quanto affermato dal Ministro stesso, le Regioni non sono
chiamate a dare un generico parere, ma ad esprimere un'intesa. Approvando il
decreto di riordino delle superiori il ministro ha quindi compiuto
un'inaccettabile blitz, forse perché è consapevole che tale decreto è
contrastato ad ogni livello: dal mondo della scuola, dalle parti sociali, dalle
istituzioni locali". "Nel merito - prosegue poi l'assessore Bastico - il decreto
è inaccettabile perché pur essendo attuativo, dovendo cioè spiegare cosa accade
concretamente al mondo della scuola, non sa definire come si passa dalla scuola
che c'è adesso a quella delineata nel testo. Inoltre istituisce la scuola di
serie A, che sono i licei, e a questa idea di scuola sacrifica tutti i saperi,
anche quelli tecnici e professionali, che attualmente rappresentano circa il 70%
dell'offerta scolastica. Inoltre, non chiarisce se i licei sono solo
propedeutici all'università o se rilasciano titoli anche professionalizzanti".
"Insomma - conclude l'assessore Bastico - il decreto è confuso, lacunoso e
perciò inapplicabile. Quel che è peggio, tuttavia, è che sottopone il mondo
della scuola a un'ulteriore, inutile stress, creando incertezza e sconcerto tra
gli operatori della scuola, gli studenti e le loro famiglie. Prova ne sia che,
anche nella nostra regione, sono di molto aumentate le iscrizioni nei licei,
segno che i genitori temono la svalorizzazione dei percorsi tecnici e
professionali in corso. Per questo, come Regione, faremo di tutto per fermare
questo gravissimo atto nei confronti della scuola, utilizzando le nostre
competenze e le sedi di confronto per modificare il testo del decreto".
01 giugno 2005
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